Decreto del Fare: utile per un’Italia Digitale?

Decreto del Fare: utile per un’Italia Digitale?

Gli ultimi dati presentati nel rapporto Assinform hanno mostrato come la crisi in Italia non risparmi il settore IT. Percentuali negative per telecomunicazioni ed IT in generale in controtendenza con la media europea. Le uniche voci che in Italia presentano nonostante tutto un incremento riguardano la vendita di smartphone e il web marketing. Per cercare di aiutare la ripartenza di un settore tanto strategico per il nostro paese (e nell’ambito del progetto europeo Agenda Digitale 2020) il governo Letta ha introdotto nel cosiddetto “Decreto del Fare” alcune misure specifiche per l’ambito IT ed ha nominato l’Ing. Francesco Caio commissario per l’attuazione dell’Agenda Digitale.

I punti principali riguardano la semplificazione della Pubblica Amministrazione e soprattutto l’istituzione del domicilio digitale, ovvero di una casella di Posta Elettronica Certificata gratuita che il cittadino può richiedere insieme alla Carta d’Identità elettronica, che sostituirà in tutto le comunicazioni tra la PA e il cittadino.

Il decreto pone anche un termine, 31 dicembre 2013, che le regioni dovranno rispettare per la presentazione dei progetti relativi al Fascicolo Sanitario Elettronico che poi sarà realizzato definitivamente entro l’anno successivo.

Infine il punto che molti ritengono principale: la liberalizzazione del Wi-Fi. Accantonato da tempo il decreto Pisanu si cerca di migliorare l’accessibilità ai servizi Wi-Fi per i cittadini non richiedendo più al gestore l’autenticazione dell’utente. Rimane tuttavia in vigore l’obbligo di tracciare il dispositivo e conservare i log. Quest’ultimo punto rimane però oggetto di discussione e le interpretazioni risultano anche molto differenti. La “liberalizzazione” infatti dovrebbe riguardare solamente “I gestori di esercizi commerciali per i quali l’offerta di accesso a internet sia un’attività non prevalente“. Sarà quindi necessario attendere una spiegazione ufficiale che chiarisca questo che può passare da “inutile balzello” a “importante svolta” per le telecomunicazioni in Italia.