Google Chrome Traduce le pagine visitate

Una pagina del New York Times. La barra di Chrome offre al navigatore di tradurla nella lingua desiderata

Non è un mistero che il vero “ultimo miglio”, forse la peggiore barriera alla diffusione dell’informazione sia, assai più che la mancanza di un’adeguata velocità di connessione, l’impossibilità per buona parte dei navigatori del mondo di fruire di contenuti prodotti in una lingua diversa da quella parlata. Pensiamo al nostro paese. Eccezion fatta per i pochi fortunati che sono in grado di leggere 2 o 3 lingue, i più sono “costretti” a frequentare solamente siti in italiano. Già con le pagine in inglese arrivano le prime difficoltà.

Per ovviare a questo inconveniente, molti big di Internet stanno sperimentando servizi che consentano ai browser di interpretare il contenuto testuale della pagina per tradurlo nella lingua predefinita dall’utente. Per la sua posizione, Google è ovviamente osservato speciale. Google translate consente già da tempo di effettuare delle traduzioni che, lungi dall’essere perfette, consentono per lo meno al navigatore di capire di che cosa si sta parlando. Gtalk ha dei simpatici bot che funzionano da dizionario e se aggiunti a una chat vi permettono, cosa figa, di conversare in cinese, arabo o magari russo. Molto utile era fino ad oggi anche un bookmarklet che si poteva aggiungere tra i preferiti del browser per tradurre la pagina con un click. Ma quanti di voi lo sapevano, e quanti la adoperano?

Gli utenti di Chrome, il browser di Google, si saranno accorti che da un po’ di tempo è disponibile una barra che si offre di tradurre i contenuti della pagina senza ulteriori impostazioni. Si tratta di un altro piccolo passo nel tentativo di portare i contenuti del web davvero alla portata di tutti. Non senza importanti implicazioni per gli sviluppatori: se servizi come questo dovessero raggiungere un livello di efficacia accettabile, non sarebbe più necessario replicare alberi di navigazione in lingue diverse: la morte delle bandierine. Con un risparmio notevole di risorse.

Nonostante le 52 lingue supportate e l’utilizzo di un approccio statistico preferito a uno puramente grammaticale – Si sottopongono al calcolatore milioni di passaggi tradotti dall’uomo in modo che possa imparare ad indovinare il senso della frase – la strada da fare per Google Translate è ancora molta, ma certamente il sentiero è promettente.