I programmi dell’Agenzia per l’Italia Digitale

Diffondere l’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, allo scopo di favorire l’innovazione e la crescita economica di un paese, l’Italia, in netto ritardo rispetto ai grandi d’Europa. E’ questo l’obiettivo dell’Agenzia per l’Italia Digitale, ente che secondo le ultime indiscrezioni pare finalmente aver preso forma. Dopo settimane di proclami e discussioni, è infatti pronta la bozza del provvedimento. L’Agenzia verrà sottoposta alla vigilanza del presidente del Consiglio dei ministri, del Ministro per lo Sviluppo Economico Corrado Passera e dei colleghi dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

Fari puntati sulla Pubblica Amministrazione

Condizione fondamentale per l’avvio dei lavori sarà l’estensione su tutto il territorio nazionale della connessione a banda larga. Tra i compiti dell’organismo, il coordinamento tecnico dei sistemi informativi pubblici destinati ad erogare servizi ai cittadini ed alle imprese, e la diffusione di iniziative in materia di digitalizzazione dei flussi documentali. Si intende velocizzare e razionalizzare i processi di informatizzazione dei documenti amministrativi, puntando nel contempo sulla qualità e il contenimento della spesa. Secondo quanto riporta la bozza di decreto, nei pubblici uffici verranno attivati piani specifici di Information & Communication Technology, mentre i dipendenti verranno opportunamente formati.

Per una governance snella e preparata

Massima professionalità ed esperienza nel campo dell’innovazione. Sono molto stringenti i criteri che il governo adotterà per selezionare il management dell’Agenzia. A capo verrà posto un direttore generale di nomina triennale, affiancato da un Comitato di Indirizzo: ne faranno parte un rappresentante della presidenza del Consiglio dei ministri, un membro a testa per i ministeri dello Sviluppo economico e dell’Istruzione e due designati dalla Conferenza unificata. Una governance snella, composta da non più di 150 soggetti. L’avvio in termini operativi del decreto determinerà la soppressione di due organizzazioni, DigitPA (Ente nazionale per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione) e AgInnovazione (Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione). Tutti gli sforzi sono insomma volti a evitare la nascita di un nuovo “carrozzone” costoso e improduttivo.