Telefonia sempre più 4G e Internet mobile


Il futuro pone gli operatori telefonici di fronte a un percorso già tracciato: passare gradualmente alle reti quarta generazione, o altrimenti l’intero sistema rischia di andare in tilt. 4G è la parola d’ordine per un nuovo corso che sarà sempre più dominato dalle richieste di banda larga mobile, utile a mettere in comunicazione immediata le persone, ma anche gli “smart objects”, oggetti pensanti dotati di cervelli cibernetici, in grado di interagire tra loro e con la rete.

La parola ai numeri

Già, la rete. Una rete sempre più complessa e versatile, che non può certo conservare le caratteristiche di utilizzo attuali. Il trend viene disegnato dai numeri: la diffusione esponenziale di smatphone e tablet pc oggi si traduce, a livello globale, in 5 miliardi e 700 milioni di abbonamenti al servizio mobile, mentre sono 150 milioni gli utilizzatori di Facebook mobile. Una parabola che è destinata a compiere passi da giganti nei prossimi anni: gli esperti prevedono che ne 2013 il 43% della telefonia cellulare sarà occupata da smartphone, dotati di High Speed Packet Access e tariffe flat.

Il futuro di Internet, l’opportuntà Lte

Gli operatori di mercato sottolineano, inoltre, come gli utenti tendono a utilizzare sempre più indistintamente gli apparecchi fissi e mobili. Con evidenti problemi di rete, che sul mobile consente un utilizzo limitato, denunciando tutta la sua inadeguatezza. Di qui la necessità di un adeguamento al 4G e allo standard Long Term Evolution, una tecnologia che permette di trasferire immagini in HD, ha una latenza minima e si basa su un sistema che non richiede di implementare lo spettro di frequenze già esistenti.

Persone e oggetti sempre più interconnessi

LTE per il settore consumer ma anche per il “machine to machine”(m2m), questa almeno la strategia che intende perseguire il gruppo Nokia Siemens Networks: anche gli oggetti saranno in grado scambiarsi dati a vicenda, e con un operatore che li farà muovere e lavorare. Esempi concreti di applicazione potrebbero trovarsi nella gestione della pubblica amministrazione e a tutto il comparto della sicurezza, in un ‘ottica di città sempre più intelligenti e interconnesse.

Ostacolo licenze

D’altronde, secondo quanto prevedono le agenzie di ricerca, entro i prossimi tre anni saranno 250 milioni gli smart-objects presenti in rete. Una seria opportunità di business, che tuttavia deve superare un ostacolo, le aste per il rilascio delle licenze Lte, che per il momento viaggiano a una velocità inferiore alle richieste dell’utenza. E, in questo modo, lo spettro del collasso rimane sempre dietro l’angolo.