Content Curation, il vademecum del perfetto curatore di contenuti

Content Curation, il vademecum del perfetto curatore di contenuti

Abbiamo parlato di come si scrive un contenuto e di quanto sia importante la distribuzione. Oggi vorrei rivolgermi a chi i contenuti non li scrive, ma li cura, ovvero chi si occupa di content curation raccogliendo informazioni.

Una volta che abbiamo selezionato i contenuti che ci interessano inizia il processo di condivisione che, ovviamente, non deve essere di “copia-incolla”. Sì, lo so che si tratta di una cosa scontata, ma è sempre bene mettere i puntini sulle i e non lasciare nulla al caso, per questo si chiama content curation: perché i contenuti vanno selezionati e contestualizzati per il pubblico specifico al quale ci stiamo rivolgendo.

L’obiettivo della content curation, infatti, non è esprimere se stessi, ma rispondere ad un’esigenza del pubblico e per fare bene questo lavoro non è necessario scrivere enormi quantità di articoli, ma selezionare ed editare cose già scritte da altri.

Ecco un piccolo vademecum del perfetto curatore di contenuti:

  1. Individuare con chiarezza la tematica oggetto della vostra ricerca
    Ovvero capire esattamente di cosa volete parlare ed in che termini. Facciamo un esempio: la vostra agenzia di comunicazione vi ha chiesto di seguire un blog di cultura per un cliente. Prima di iniziare con una ricerca che, visto l’argomento, si rivelerà sicuramente immensa e frustrante, il mio consiglio è quello di definire il più precisamente possibile con il cliente il tono, gli  argomenti, le modalità di editing e il mood generale del blog. Questo serve sia a dare un’identità precisa al blog, ma anche a snellire e rendere più precisa la vostra ricerca.
  2. Individuare le fonti valide tramite una ricerca accurata
    Non tutte le fonti che trovate sul web sono affidabili, ma immagino che questo lo saprete già. Il mio consiglio è quindi quello di selezionare attentissimamente ogni fonte dalla quale estrapolate i contenuti, nonostante sia un lavoro lungo e complicato sappiate che ne vale assolutamente la pena. Torniamo al nostro blog di cultura: va bene seguire il sito del ministero dei beni culturali, un po’ meno estrapolare articoli da blog di sedicenti critici d’arte senza nessuna competenza specifica.
  3. Leggere, valutare e selezionare il materiale in base agli interessi del pubblico
    I lettori del vostro blog sono appassionati di arte rinascimentale: ecco, allora non è il caso di condividere articoli di arte contemporanea. Lo so che è scontato e che mi ripeto, ma ascoltare gli interessi del vostro pubblico di riferimento è fondamentale: potete selezionate gli articoli più belli, interessanti ed utili del mondo, ma se non interessano al vostro target di riferimento avete buttato via il vostro tempo.
  4. Personalizzare e contestualizzare il materiale scelto
    Bisogna rendere coerente ogni articolo con quello che è lo stile del vostro blog e, soprattutto, aggiungere il vostro valore all’articolo che state condividendo. Anche perché se ricopiate un articolo, i vostri lettori penseranno automaticamente “Sì’, l’ho letto uguale sul sito del tal giornale, cosa mi da in più aver letto la stessa cosa qui?”
  5. Distribuire i contenuti
    E per questo punto, vi rimando agli articoli delle due settimane precedenti “Content is king, distribution is Queen e “God save the Queen”.

Ricordatevi che la content curation è importantissima, quindi non lasciatevi spaventare da quella che sembra una mole incredibile di lavoro e iniziate a lavorarci, vedrete che piano piano diventerà un lavoro automatico.

Dimenticavo: se condividete un contenuto altrui non modificato citate sempre la fonte!