Connettersi dall’altare al proprio matrimonio

Sembra irreale, ma c’è chi lo fa…

Dana Hanna ha pensato bene aggiornare il proprio status di Facebook da “fidanzato” a “sposato” ESATTAMENTE in tempo reale. Ha pure trovato il tempo dare l’annuncio su Twitter, fra le risate degli invitati. Il video su YouTube è diventato immediatamente un cult, suscitando non poche critiche. Non oso immaginare se ci avesse provato qualcuno in Italia di questi tempi in cui televisione e giornali sono pieni di notizie più o meno affidabili di “drogati” di web e social network con tanto di cliniche per la disintossicazione. In più è un atteggiamento irrispettoso del rito del matrimonio (più della wedding entrance dance più famosa al mondo? Comunque il prete era d’accordo…).

Senza voler a tutti i costi fare un caso di quello che chiaramente è uno scherzone, mi pare sia lo stesso Dana a riflettere su un punto interessante:

I have a lot of family scattered around the country and we all use Facebook a lot to keep in touch. So when Tracy and I were engaged, most of my family found out via Facebook because we updated our statuses

Diversamente da quello che molti detrattori, invero poco pratici, credono, i social network non sono un modo di evasione dalla realtà, ma un suo pratico complemento. Più che a stabilire nuove, virtuali relazioni, sono un modo dannatamente pratico per consolidare o tenere vivi rapporti già esistenti, che altrimenti il tempo e lo spazio molto spesso potrebbero compromettere.

Lo stesso vale per legami di natura professionale. Business social network come LinkedIn, Plaxo o Xing servono in primis a tenere traccia di connessioni già esistenti, e solo in un secondo momento per stabilirne di nuove. Se una persona vi reputa simpatico, affidabile o degno di stima, avrà certamente piacere o interesse a sapere cosa state combinando nella vita, su quale progetto state lavorando.

Per questo sono convito che i – veri – amici di Dana hanno certamente apprezzato l’idea.