Importanza ed evoluzione dei Big Data nel 2015

Importanza ed evoluzione dei Big Data nel 2015

Per parlare di Big Data e dell’importanza che questa locuzione assumerà nell’ambito IT e non solo, bisogna prima di tutto capire il significato profondo di questa terminologia. Non è raro trovarsi di fronte ad articoli e spiegazioni che fanno riferimento ai Big Data forse più per moda che per reale correlazione con l’argomento trattato e che fanno credere che la locuzione sia nata per indicare l’immensa mole di dati che ogni giorno generano gli utenti web e di cui le aziende si trovano sommerse.

Per quanto la traduzione dall’inglese faccia pensare che questa interpretazione sia corretta, in realtà quando ci si riferisce al termine Big Data non si vuole solo indicare il flusso continuo di informazioni prodotte giorno dopo giorno, ma si vuole più che altro individuare le metodologie con cui le informazioni vengono raccolte, classificate, correlate fra loro e interpretate per dare nuovi spunti business e vantaggi economici e di mercato alle aziende che le possiedono.

Pensandola in questi termini, si capisce come i Big Data siano vitali per le attività economiche e per qualsiasi tipologia di attività umana pensata per profitto o, più semplicemente, per permettere migliori condizioni di vita.

Capita l’importanza che i Big Data possono assumere, viene semplice comprendere come questo aspetto tecnologico sia passato in così poco tempo da un semplice hype a uno degli aspetti centrali dell’era digitale. A tal punto che, durante tutto il 2014, le enterprise hanno mostrato il coraggio di spostare le iniziative Big Data dai semplici ambienti di test agli ambienti di produzione, per permettere ai dipendenti e ai dirigenti di lavorare con le correlazioni necessarie sui dati business disponibili.

La centralità dei Big Data all’interno dei processi IT e decisionali è tale che il 2015 e gli anni successivi saranno un banco di prova durante il quale si assisterà ad un’evoluzione dei Big Data di non poco conto. Le trasformazioni sono riassumibili in 4 trend principali, così come indicati da John Schroeder, CEO e cofondatore di MapR, specialista nella distribuzione di soluzioni basate su Hadoop.

I Big Data e la Data Agility aziendale

Fino a ora le enterprise misuravano la propria abilità a interagire con la mole di informazioni disponibili, migliorando la capacità di memorizzazione e immagazzinamento dati, per superare le difficoltà introdotte dai data warehouse e dai database troppo lenti e poco flessibili. L’avanzata tecnologica nell’ambito Big Data obbliga ora le aziende a misurarsi con nuovi standard che si focalizzano sull’aspetto della Data Agility, ossia sulla capacità di processare e analizzare le informazioni, ottenendo un impatto positivo sulle operazioni business. Questa evoluzione delle necessità porta come conseguenza la scelta da parte degli staff IT di dirigere parte del budget 2015 sui progetti Big Data.

I Big Data e i nuovi algoritmi di computazione e analisi

Il 2014 si è caratterizzato come l’anno dei data hub (definiti spesso nel settore anche con il termine di data lake), una sorta di repository storage orientato agli oggetti che consente di memorizzare informazioni nel proprio formato nativo, indipendentemente dalla natura strutturata, non strutturata o semistrutturata dei dati da memorizzare. I data hub rappresentano per le aziende un’infrastruttura scalabile, agile ed economicamente attrattiva, sui cui poi elaborare i percorsi di interpretazione dei dati.

Il 2015 porterà i Big Data ad evolvere questo aspetto arricchendo i data hub con motori e algoritmi di computazione e analisi multipla, più efficienti e meglio gestibili dal punto di vista delle policy aziendali e della sicurezza.

I Big Data e i progressi degli strumenti IT

Se il 2014 ha visto il diffondersi di soluzioni IT per l’analisi e l’estrazione dei dati, il 2015 porterà questi strumenti nelle mani di utenti business e data scientist, per consentirne un uso più semplice e proficuo anche agli utenti non propriamente appartenenti al settore. I Big Data permetteranno di esplorare in modo facile le correlazioni fra i dati, comprendere eventuali opportunità o criticità di mercato e prendere adeguatamente le decisioni business necessarie.

I Big Data e la sfida di un flusso dati in continuo aumento

Queste evoluzioni si dovranno confrontare con una mole di dati in continuo aumento. Se si pensa a dove i Big Data entrano in gioco e a quante tecnologie contribuiscano a rendere i Big Data ancora più Big, obbligandoli a metodologie di trattamento dati sempre più innovative, si capisce come il settore sia in pieno fermento.

Il cloud computing, inteso soprattutto come cloud storage che sostituisce i floppy, i CD, i DVD e le memorie di massa fisse e portatili, i servizi SaaS (Software as a Service) che permettono di usare le applicazioni installate nel cloud da computer, notebook, tablet e smartphone semplicemente attraverso l’uso di un browser e una connessione a internet, insieme a tutti i tweet, agli update di stato di Facebook, agli oggetti acquistati online, ai carrelli abbandonati, ai dati funzionali dei nuovi dispositivi connessi alla rete (Internet of Things) e a tutte le informazioni che i device e i software collegati al web riescono a ricevere e generare, si capisce come il 2015 e il futuro dei Big Data sia costellato da rivoluzioni di cui non si è ancora consci.