Magento sta perdendo la strada maestra per regnare sul futuro dell’ecommerce? Se dovessimo descrivere con toni pittorici il futuro dell’ecommerce e di Magento, potremmo usare una tinta rosea per il primo e un colore più cupo per il secondo. Al destino dell’ecommerce, che continua la sua ascesa in modo inarrestabile, non sembra infatti corrispondere un futuro altrettanto luminoso per una delle più famose piattaforme di commercio online, che sembra perdere terreno nei confronti di concorrenti molto agguerriti come Prestashop.

La sensazione che Magento ha dato in questi ultimi due anni ai suoi utenti è di un progetto che abbia perso la strada maestra verso uno sviluppo più consolidato e armonioso, come fa notare lo stesso Guido Jansen nella sua presentazione sul futuro della community di Magento, che integriamo in calce per completezza.

Jansen, per giustificare la sensazione che l’azienda abbia perso la direzione da seguire, mostra le continue varianti al logo della piattaforma, segno di un progetto che è ancora alla ricerca della sua vera identità. Che il futuro di Magento abbia ancora dei contorni piuttosto sfumati è dimostrato anche dall’infinita attesa degli utenti al rilascio di Magento 2, annunciata ormai quasi tre anni e mezzo fa. Una questione giudicata imbarazzante dallo stesso Jansen, in quanto simboleggia le difficoltà di gestione dell’azienda.

eBay entra a far parte del futuro di Magento

Dopo l’acquisizione del 100% delle azioni di Magento da parte di eBay (che comunque ne possedeva già il 49 percento), molti hanno avuto il timore che il progetto potesse perdere quel supporto comunitario che si era avuto fino a quel momento, mentre altri vedevano nella direzione di eBay l’opportunità di dare nuovo vigore e slancio alla piattaforma.

In realtà, eBay non ha tagliato le gambe alla community, ma al tempo stesso non ha ancora assunto una posizione direzionale nei confronti di Magento. L’obiettivo di eBay era quello di sfruttare Magento per puntare a tutti quei piccoli commercianti e dettaglianti i cui canali di vendita tradizionali sono quasi al tracollo, per offrire un’alternativa valida e semplice con una piattaforma di commercio elettronico pronta all’uso.

Magento Go e Magento Enterprise

Un modello business più chiaro e dei piani eBay più definiti, permetterebbero alla community di muoversi più velocemente nello sviluppo e, allo stesso tempo, consentirebbero alle agenzie e ai venditori di affidarsi e investire in Magento con minore esitazione.

Eppure, prima dell’ingresso in eBay, era stata fatta una mossa che sembrava guardare al futuro con chiara determinazione: l’introduzione di Magento Go, infatti, aveva permesso finalmente di mettere a disposizione una piattaforma SaaS (Software as a Service) di più semplice approccio, dedicata a chi si affacciava per la prima volta all’ecommerce.

Con Magento Go, infatti, la piattaforma superava quelle difficoltà tecniche e di investimento con cui si presentava a chi voleva approfittare dei mezzi offerti dal commercio elettronico, ma con esigenze di base e, soprattutto, con poche risorse a disposizione. Un commerciante non deve diventare un esperto programmatore o un webdesigner, ma deve svolgere il suo ruolo di compravendita: questa era la filosofia che aveva finalmente abbracciato Magento con l’edizione Go, proponendosi come valida alternativa ai CMS cloud per l’ecommerce di cui abbiamo già parlato, come Shopify e Bigcommerce.

Questa strada apparentemente vincente ha subito un brusco stop, in quanto la stessa eBay si è prevalentemente concentrata sulla promozione della versione Enteprise della piattaforma, investendo sullo sviluppo della stessa. Se da un lato questa strategia non è sbagliata perché crea opportunità per l’intero ecosistema, dall’altra parte sembra dimenticarsi di quel gap che con Magento Go si stava cercando di colmare.

Il futuro di Magento tra sfide e successi

Magento rappresenta ancora la piattaforma da 5 milioni di download, da 25 miliardi di dollari in volume di transazioni ogni anno e la scelta di circa un quarto dei business online, ma sembra essersi fermato al successo ottenuto senza lungimiranza per il suo futuro.

Il successo del commercio elettronico e la continua crescita dei suoi fatturati in un periodo di crisi globale fanno sperare in un futuro di continua integrazione fra negozi fisici e negozi online con un’esplosione di mobile commerce e social commerce, di cui vorranno approfittare anche i piccoli dettaglianti per avvantaggiarsi delle opportunità derivanti anche dalle ricerche locali a cui si rivolgeranno sempre più utenti. E Magento, per garantirsi un futuro, non può sottrarsi all’evoluzione dell’ecommerce.