Il commercio elettronico e i casi di truffa

Visionare, valutare, comparare, decidere di acquistare. Il commercio elettronico offre pieni poteri ai consumatori, che ovviamente sono alla ricerca del miglior rapporto qualità-prezzo o del prodotto introvabile nel circuito dei tradizionali negozi.

Tuttavia bisogna stare sempre all’erta, perchè alcuni acquisti online potrebbero risultare delle truffe e gli ecommerce in cui si è effettuato l’ordine potrebbero macchiarsi di comportamenti scorretti o atteggiamenti coercitivi nei confronti dei potenziali acquirenti.
Uno dei principali problemi riscontrati dagli acquirenti online è il rimborso di prodotti non corrispondenti alle descrizioni, che a volte viene effettuato solo in parte o non viene eseguito del tutto. Altre volte succede che gli utenti non ricevano del tutto i prodotti ordinati.

Se si incappa in una truffa di questo genere è sempre meglio rivolgersi alle associazioni competenti come l’Aduc (Associazione per i Diritti degli Utenti e dei Consumatori) e l’Antitrust (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) per denunciare l’accaduto.

L’esempio

Negli ultimi mesi EMG, un azienda di commercio online, si è resa protagonista di comportamenti discutibili con i suoi clienti.
Non ha spedito gli oggetti ordinati e non ha effettuato i rimborsi, ma i suoi dipendenti sono riusciti a spingersi oltre, con minacce e promesse di querela in caso di segnalazioni negative su altre pagine del web. Se si va a cercare una valutazione di Emg sul sito Ciao.it, ci si accorge che gli elementi negativi non vengono mai segnalati, una circostanza fin troppo sospetta.
Si annunciano sanzioni salate per l’azienda veneta, che nel suo atteggiamento ha violato il primato non scritto del “potere di scelta” detenuto dai clienti. Una vicenda che non rappresenta tuttavia una novità assoluta: segnalazioni simili arrivano periodicamente, segno che forse sarebbe necessario predisporre una guardia più attenta sul mondo delle transazioni on-line.