New Deal Digitale, Confindustria insiste sulla detassazione

Entro il 2015, un cittadino comunitario su due e una Pmi su tre effettueranno compravendite online, con una diffusione crescente del mobile payment, ovvero l’abitudine ad effettuare acquisti tramite smartphone e tablet. Sono queste le previsioni tracciate dall’Unione Europea in tema di commercio elettronico, per la presenza sempre più forte delle nuove tecnologie e la crescente attenzione dei consumatori per i prezzi dei prodotti. Anche l’Italia, se vuole rimanere al passo, dovrà adeguarsi a questo scenario, ed in tempi celeri. Ne è ben conscia la rappresentanza di categoria, Confindustria Digitale, che per questo motivo ha inviato dei solleciti al Governo, affinchè si promuova in termini concreti il disegno dell’Agenda Digitale. Il pacchetto di norme che finalmente dovrebbe traghettare il paese verso il mondo digital diventerà legge a giugno, un termine che le utenze produttive auspicano venga rispettato.

Agevolazioni per le utenze commerciali e produttive

Incentivi per le giovani aziende innovative, investimenti sull’alfabetizzazione elettronica, i sistemi di e-payment, le categorie svantaggiate (anziani, diversamente abili, cittadini stranieri) e servizi pubblici sempre più smart. Questi alcuni tra i punti cardine del provvedimento, ma Confindustria Digitale batte il ferro sulla riduzione dell’IVA per le vendite ai consumatori finali. Considerando che servizi turistici e assicurazioni (una quota pari al 60% dell’e-commerce nazionale) usufruiscono già di aliquote agevolate, si potrebbe adottare un’aliquota temporanea al 10% per tutti i prodotti acquistati online. Certo, per l’Erario si stimano mancati gettiti compresi tra i 270 e 330 milioni di euro, ma come contraltare l’effetto volano prodotto dall’agevolazione potrebbe far crescere il mercato del 43%, arricchendo di 400 milioni le finanze dello Stato.

Adeguarsi agli standard dei paesi occidentali

L’esempio da seguire in tal direzione viene offerto da altri paesi dell’Unione, come la Francia, che ad esempio ha promosso la riduzione dell’aliquota sugli e-book. Confindustria chiede alle istituzioni che si provveda anche alla detassazione di un terzo dei ricavi generati tramite l’e-commerce dalle piccole imprese verso clienti internazionali. In questo caso si pongono però delle condizioni particolari: alle transazioni si deve ricorrere con strumenti di pagamento elettronici (tracciabili), e ciascuna non deve superare un importo di 2mila euro.