Terminale POS: cos’è e quali sono le diverse tipologie?

Terminale POS: cos’è e quali sono le diverse tipologie?

Il pagamento tramite terminale POS è ormai un uso quotidiano anche in Italia. Stiamo parlando di quel dispositivo elettronico e del servizio bancario, che permettono ad un esercente di ricevere nel proprio conto corrente da un cliente, pagamenti con carta di credito, debito e prepagata. Il terminale è in contatto con il centro di elaborazione della banca, questo per permettere l’autorizzazione e il relativo addebito dell’importo dovuto in tempo reale, a favore del creditore.

I terminali POS sono collegabili anche alla rete LAN e vengono ormai classificati come piccoli dispositivi informatici, poiché vengono programmati allo stesso modo di un mini pc, ma attualmente il canale di comunicazione è in prevalenza quello telefonico. Vediamo ora quali sono le diverse tipologie di POS:

  • POS fisso: il più comune ed utilizzato. È il classico POS, quello che tutti abbiamo usato almeno una volta nella vita, un dispositivo connesso al centro servizi tramite linea telefonica, grazie al connettore RJ-11. In alternativa può collegarsi anche alla rete LAN, con il connettore RJ-45.
  • POS mobile: permette il pagamento da mobile (smartphone o tablet) grazie alla tecnologia bluetooth. Ovviamente nel device del cliente deve essere installata un’app apposita. Una volta che la transazione è andata a buon fine, il cliente riceve sul proprio dispositivo un SMS o un’email di conferma (in modo da tenere sott’occhio le spese ed evitare eventuali clonazioni).
  • POS virtuale: se un esercente possiede un sito ecommerce, può decidere di ricevere pagamenti tramite POS. Può infatti avere una pagina internet dedicata nel proprio sito, avendo in tal modo una marcia in più sulla concorrenza.
  • Pocket POS: per tutti quegli esercenti che necessitano lo spostamento del terminale, permette di ricevere pagamenti portandolo direttamente al cliente. Il raggio d’azione di solito non supera i 10m, ed è maggiormente usato in bar, ristoranti e anche ai distributori di carburante. Viene usata la tecnologia bluetooth per la trasmissione dei dati, ma sempre più spesso, per quegli esercizi che hanno un modem router è più comodo usare la variante che utilizza il wireless.
  • POS GSM/GPRS: consente di ricevere pagamenti tramite il dispositivo POS, anche in assenza di rete telefonica, ma sfruttando un apparecchio GSM/GPRS oppure con connessione UMTS. Viene perciò utilizzata una scheda sim per la trasmissione dati. Troviamo questi dispositivi ad esempio sui taxi, per permettere ai clienti di pagare tramite carta.

Tutti noi siamo abituati ad usare inoltre il pinpad, collegato al dispositivo principale tramite filo (tranne nel pocket POS), dove digitiamo il codice segreto per autorizzare la transazione. Quali sono invece i circuiti di pagamento che si utilizzano? Per le carte di debito abbiamo PagoBancomat (in Italia), Maestro e V-Pay, mentre per le carte di credito possiamo utilizzare: MasterCard, Visa, Diners e American Express.

Proprio in Italia vi è una normativa, entrata in vigore nel giugno dello scorso anno, che obbligherebbe gli esercenti ad offrire sempre la possibilità di pagare tramite POS a fronte di una spesa minima di 30 euro. Tuttavia, almeno per il momento, per il commerciante (che comunque deve affrontare spese per offrire questo servizio), non sono previste multe o sanzioni qualora fosse sprovvisto del terminale. A mio avviso, offrire un metodo di pagamento diverso dai contanti, è sicuramente un modo per agevolare i clienti e avere la possibilità di incrementare il fatturato del proprio esercizio!