Domini.it, alcuni numeri a 25 anni dalla nascita

Un quarto di secolo. Sono trascorsi 25 anni da che il web ha fatto il suo ingresso in Italia. Il traguardo è stato celebrato con tutti i crismi dell’ufficialità in quel di Pisa, attraverso l’Internet Festival. Nei quattro giorni di evento – dal 5 all’8 maggio scorsi – la rete si è resa protagonista di eventi culturali, cinematografici, laboratori educativi, iniziative artistiche e comunicative interamente dedicate al mondo di internet.

Un successo di pubblico e organizzazione

Ben 7 mila visitatori hanno affollato la città di Galilei – culla dell’informatica made in Italy – per assistere a tavole rotonde, seminari, convegni, incontri, organizzati dall’ Istituto di Informatica e Telematica Del Cnr insieme a Registro.it, Comune, Provincia e Universià di Pisa, e Scuola Normale Superiore.

“Dot.it”, un patrimonio soprattutto per le imprese

Tra le varie relazioni, interessante il rapporto presentato da IIt-Cnr riguardo allo stato attuale della Rete nel Belpaese. Lo studio ci dice che la suddivisione dei domini.it è sbilanciata, a favore delle aziende, che dal sole si prendono qasi il 58% della “torta”. A seguire, con il 29,6% sul totale, abbiamo i siti intestati a persone fisichei liberi professionisti con il 5.76% e un 4,48% appartenente a organizzazioni no-profit.

Il Nord fa da traino, il Centro però si difende

Anche la suddivisione per aree geografiche mostra nette disparità. Il ruolo di traino spetta al Nord, dove sono intestati oltre il 54% dei contratti, pai a 860mila “dot.it”. Centro e Sud si dividono equamente il resto, rispettivamente con 384mila e 343mila domini, il 24 % e il 21% sul totale. Le regioni della striscia mediana si rifanno tuttavia a livello della concentrazione di domini per numero di abitanti, con una proporzione di 38,5 domini ogni 1.000 abitanti, che precede quella del Nord, fermo al 37.1, e del Sud, staccato a 20,1.

Un’affare soprattutto per uomini

Tra le singole regioni, sono invece Lombardia e Trentino Alto-Adige a rappresentare il riferimento per le percentuali domini/abitante. L’indagine del Cnr chiude con un ultima interessante statistica: ben l’83,32% dei siti registrati sono intestati a uomini, mentre solo il 16,68% appartiene a donne. L’età, per entrambi i sessi, va dai 34 ai 41 anni.
Numeri che confermano le forti disparità e contraddizioni del quadro nazionale, sul web come a livello di quadro economico e approccio culturale.