Il cloud invoca i servizi in upload e la fibra ottica

Ci troviamo di fronte a una rivoluzione, a livello IT ma più in generale in termini di gestione e allocazione dei dati. Ogni giorno sentiamo sempre più parlare di cloud computing, quell’insieme di tecnologie che permette di controllare per mezzo di un’infrastruttura virtuale, tutte le informazioni che transitano e vengono archiviate attraverso i vari dispositivi informatici. Che si tratti di PC, notebook, tablet o smartphone.

Tra le mani un grande potenziale

Con l’avvento del cloud improvvisamente si sono abbattuti i costi per garantire il funzionamento e la manutenzione di server e data center, strutture hardware deputate alla conservazione delle informazioni di privati e aziende. Il cloud ha trasferito il tutto in una grande nuvola digitale, accessibile in ogni momento, e senza ingombri. Le potenzialità di fruizione sono numerose, una per esempio è il Software as Service, che prevede l’utilizzo di programmi in remoto attraverso un server web. Esistono poi servizi più complessi come il Platform as Service, che fornisce una piattaforma software componibile a seconda delle necessità, e l’Infrastructure as Service, destinato invece all’ utilizzo di risorse hardware da remoto.

Adsl limitato in upload, Italia in ritardo

Perchè la rivoluzione cloud possa esprimersi al meglio occorre una rete di distribuzione opportunamente strutturata, ma, purtroppo, al momento l’Italia arranca. L’attuale sistema mostra evidenti limiti, a causa di quella impostazione asimmetrica che vincola e non poco l’Adsl. In sostanza, si accorda la preferenza ai movimenti di download, lasciando invece indietro l’upload. Una gestione a due velocità che penalizza il cloud storage, servizio che consente la gestione dei dati su un server remoto. Il problema si potrebbe bypassare installando collegamenti in fibra ottica, ma eccezzion fatta per Fastweb, in Italia nessun altro provider ha investito su questa tecnologia, e così ci troviamo a convivere con un ritardo abissale rispetto ai principali paesi europei.

Purtroppo bisogna andare per gradi, la priorità del momento è la diffusione sul territorio nazionale della banda larga. Poi, si potrà pensare anche alla fibra ottica, con buona pace di un tessuto produttivo che già ora chiede più velocità ed efficienza.