Imprese italiane, il futuro tutto in una “nuvola”

Una vera e propria rivoluzione, in grado di trasformare l’informatica, la struttura organizzativa delle aziende, la filiera della distribuzione, gli incarichi degli operatori telefonici. Ad innescare questo effetto domino è e sarà la tecnologia del cloud computing, ovvero quell’insieme di tecnologie che sotto forma di un servizio offerto da un provider al cliente, permettono di memorizzare, archiviare ed elaborare dati mediante l’utilizzo di risorse hardware/software distribuite in rete. Un processo che sta prendendo avvio nelle grandi aziende, ed è destinato a coinvolgere anche le PMI.

Guidano la scena le grandi aziende e i datacenter

A sostenere questa tesi è l’Osservatorio Cloud computing & managed services, sulla base di un’indagine ancora in corso di svolgimento sull’adozione del cloud computing presso le imprese italiane. Che paiono del tutto interessate a questo nuovo paradigma dell’informatica: su un campione di mille imprese con oltre 50 addetti, il 31% sta adottando soluzioni cloud, il 22% ci sta pensando e il 47% risulta ancora avulso da questa opportunità. Nel gradiente dell’interesse il comportamento più dinamico è quello delle grandi realtà produttive (quelle con più di 500 dipendenti), orientate alla creazione di datacenter innovativi, mentre le medie imprese si indirizzano soprattutto verso l’Infrastructure as a service (Iaas). Un trend che muove contro le previsioni degli esperti, convinti che il movimento si sarebbe espanso dalle imprese meno strutturate.

Oggi private cloud, domani public cloud

A dirla tutta, il modello offerto dalla “nuvola” rimane un riferimento per le imprese di minori dimensioni ancorate a modelli di hosting e storage di base. Ma anche qui le cifre non collimano, come dimostra il freddo accoglimento del pacchetto dedicato da Telecom Italia. A un anno dal lancio, infatti, sono circa 1.500 i clienti che hanno aderito all’offerta. Soprattutto imprese di medie e grandi dimensioni, che decretano così l’importanza del private cloud. Dall’altra parte c’è il public cloud, lo storage online, dato in crescita progressiva per i prossimi cinque anni. Periodo di tempo che vedrà accogliere in questo circuito virtuale anche le applicazioni, in un’ottica di cloud come forma di outsourcing. Un servizio reso possibile dalle risorse hardware e software, destinate a dematerializzarsi.