Best practice e consigli per la SEO per immagini

Best practice e consigli per la SEO per immagini

Anche se non siete web master dovete saper gestire la SEO per immagini. Perché? A tutti noi piacciono le foto e le cerchiamo, i motori di ricerca lo sanno e quindi siamo costretti a seguire qualche piccolo accorgimento.

Sono la prima a dimenticarmene a volte, ma quando si tratta dei lavori altrui cerco di controllare il più possibile per poter aumentare le possibilità di posizionamento.

seo per immagini

Qui sopra un esempio di ciò che accade digitando “web marketing padova” e la prima riga sarà sicuramente la più cliccata. Dobbiamo, quindi, ricordarci che una pagina è buona quando lo sono tutti gli elementi SEO. Non possiamo passare oltre.

Prendete la buona abitudine di rinominare le vostre foto, ancora prima di caricarle nel vostro CMS o fornirle a chi vi segue e si preoccupa del caricamento. Non lasciate 0011.jpg per intenderci ma pensate ad una parola chiave che possa descrivere il contenuto SEO dell’immagine. Generalmente, per risparmiare tempo, la rinomino già con la keyword che utilizzerò per l’alt text.

La regola che utilizzo è la seguente: se ho un’unica immagine da inserire metterò la parola reggente dell’h1, ovvero il titolo che tutte le pagine dovrebbero avere (lo sottolineo perché spesso ci si dimentica della sua importanza). Nel caso in cui abbia una gallery o più immagini i casi sono due: la parola chiave diventa la radice e aggiungo una desinenza coerente (es. “SEO per immagini + consigli”, “SEO per immagini + su blog”) oppure uso le keywords correlate (es. “alt immagini SEO”, “immagini SEO per blog”). Ovvero cerco di non andare mai fuori tema e aggiungo definizione al contenuto.

Se andiamo a leggere le linee guida per la pubblicazione di Google potremo subito comprendere ciò che va bene con l’esempio del cucciolo:

“Not so good:
<img src=”puppy.jpg” alt=””/>

Better:
<img src=”puppy.jpg” alt=”puppy”/>

Best:
<img src=”puppy.jpg” alt=”Dalmatian puppy playing fetch”>

To be avoided:
<img src=”puppy.jpg” alt=”puppy dog baby dog pup pups puppies doggies pups litter puppies dog retriever labrador wolfhound setter pointer puppy jack russell terrier puppies dog food cheap dogfood puppy food”/>”

Ci dice che dobbiamo descrivere quello che gli utenti vedranno come se dovessero leggere qualcosa di scritto e sottolinea la coerenza dell’immagine rispetto al testo quando scrive: “se pubblichi un orso polare in un articolo che parla dei pomodori cresciuti in casa, stai fornendo un messaggio confuso a chi legge”. Non troppo tra le righe ci fa capire che si confonderà anche lo spider addetto all’indicizzazione.

E mai dimenticare che i non vedenti utilizzano dei programmi di lettura e se ci dimentichiamo di applicare queste regolette non permettiamo loro di capire ciò che stanno ascoltando grazie agli screen reader.

Poi, tutto ciò che caricate deve essere a più bassa risoluzione possibile. Se non siete pratici del mestiere, nei dettagli delle foto potrete vedere il peso. Dimenticate i megabyte e dotatevi di un programma di compressione, gestirà sia la qualità che i byte. Più pesanti saranno i vostri media, in generale, più lente saranno le pagine a caricarsi e maggiore sarà la frequenza di rimbalzo. Non ci piace più aspettare, ormai siamo abituati troppo bene.

Infine, se ciò che scrivete non è già troppo denso di keywords, utilizzate le didascalie: aggiungere testo descrittivo di qualità e pappa per gli algoritmi.

Io non vi consiglierei altro e vista la facilità delle azioni che vi suggerisco, fossi in voi valuterei di applicarle. Avrete sicuramente delle belle soddisfazioni.