Se, come noto, la SEO rappresenta una parte fondamentale di tutte le strategie di web marketing perché permette a un sito di comparire nei primi risultati di ricerca degli utenti, risulta evidente che esso deve essere “maneggiato” con cautela e con la massima attenzione: eventuali errori possono rendere vano tutto il lavoro svolto (nel migliore dei casi) o addirittura portare a penalizzazioni gravi (nel peggiore dei casi). Ecco, dunque, quali sono gli sbagli dai quali bisogna tenersi alla larga.

Il primo è quello di usare un meta title unico per tutte le pagine: il meta title è quello che nei risultati di Google compare in blu in grassetto. Esso influenza in maniera notevole il targeting e il posizionamento nelle SERP della pagina: proprio per questo motivo, ogni pagina deve presentare un meta title differente.

Un altro errore da evitare consiste nel forzare i backlink, magari copiando quelli dei competitor. Google e gli altri motori di ricerca, infatti, premiano i link “naturali”, cioè originali, che di conseguenza sono i più desiderabili (ma anche i più difficili da conseguire): anche per questa ragione, la produzione di contenuti di qualità è imprescindibile.

Assolutamente da bandire, poi, è l’acquisto dei link. Se fino a qualche tempo fa pagare servizi online per ottenere backlink poteva essere accettato e dare risultati visibili (anche se si trattava di un’operazione ai limiti), attualmente lo spider di Google è evoluto al punto di essere capace di notare se un link è reale o comprato. Insomma, fare i furbi non conviene, ed è molto meglio concentrarsi sui propri contenuti perché, come dicevo sopra, solo un lavoro di qualità consente di ottenere backlink “buoni”.

La stessa cautela deve riguardare la scelta delle directory, come sottolinea Matt Cutts:

“Quando prendo in considerazione una directory, mi chiedo se la directory rifiuta gli URL: se ogni URL viene accettato, la directory non è altro che un elenco di link o un sito di raccolta di link.”
Insomma, è bene sapere selezionare le directory in cui si inserisce il proprio sito: è chiaro che se gli utenti arrivano a un sito passando per portali di scarsa qualità e ritenuti non buoni da Google, anche quel sito godrà di una cattiva “reputazione” sul motore di ricerca, e il suo posizionamento ne risentirà.

Non bisogna, poi, scordarsi dei link verticali. Esistono, infatti, anche i motori di ricerca verticali, vale a dire quelli che si basano su risultati categorizzati: per fare un esempio, basti citare Google Libri, che può contare su un programma partner che offre agli utenti la possibilità di diffondere gli ebook che hanno scritto in maniera completamente gratuita. Ecco, dunque, che chi ha scritto un libro può ottenere da Google Libri un backlink di grande importanza, che conduce direttamente alla propria landing page.

Tra gli altri errori a tema SEO che è bene tenere a mente c’è anche il non volere usare gli Strumenti per Webmasters di Google: si tratta di un servizio funzionale e gratuito, che consente – tra l’altro – di settare il target geografico del proprio portale e di verificare la presenza di eventuali errori compiuti da Google nel corso della scansione. Rifiutare un “aiuto” simile da parte del motore di ricerca sarebbe davvero un peccato.

Questi sono solo alcuni errori SEO da evitare per ottimizzare in maniera corretta e senza rischi: sarebbe bene tenerli sempre a mente, per non incappare in strategie di poco successo o, ancora peggio, in comportamenti che potrebbero apparire addirittura fraudolenti.