Ottimizzazione SEO: cosa fare se i KPI sono negativi

Ottimizzazione SEO: cosa fare se i KPI sono negativi

Ti ho parlato di come seguire un programma specifico di ottimizzazione SEO per un sito ecommerce e, soprattutto, di come misurare gli effetti e la corretta applicazione delle ottimizzazioni, valutando i cosiddetti KPI, acronimo di Key Performance Indicators. Ti ho mostrato come raccogliere i dati per i KPI specifici del tuo caso e come valutarli.

Nel corso della valutazione, potresti trovarti nella situazione di ottenere KPI negativi. È inutile nasconderselo: se i valori di KPI non sono quelli attesi, vuol dire che l’ottimizzazione SEO non sta funzionando correttamente rispetto agli obiettivi delineati. C’è un problema e il passo successivo deve essere solo uno: scovare e risolvere la difficoltà, a qualunque stadio essa si trovi.

Per aiutarti a capire come dovresti agire in un caso del genere, voglio ipotizzare un esempio concreto che ti sarà di aiuto nel comprendere come risolvere la situazione. Ammettiamo che l’obiettivo dell’ottimizzazione SEO per il tuo ecommerce fosse quello di ottenere una crescita delle revenue provenienti dalla ricerca organica di circa il 10% ogni mese, anno su anno.

Ammettiamo anche che tale obiettivo è stato raggiunto con successo per ogni mese degli ultimi sei mesi, ma nell’ultimo mese la crescita si è arrestata e nel mese in corso la situazione non sembra andare meglio.

Domande utili ai fini della comprensione dei KPI negativi

In una situazione del genere, l’obiettivo da raggiungere con l’ottimizzazione SEO e i KPI per verificarne il raggiungimento sono oltremodo chiari. Ciò che non è chiaro è quale problema bisogna risolvere per risollevare le statistiche. Se dunque le conversioni sono diminuite, bisogna porsi delle domande tipo:

  • L’arresto della crescita solo sulla ricerca organica o anche su altri canali?
  • Anche le visite provenienti dalla ricerca organica sono diminuite?
  • Anche gli ordini provenienti dalla ricerca organica sono diminuiti?
  • È peggiorato il ranking per alcune parole chiave di fondamentale importanza?
  • Il calo di prestazioni è specifico per un determinato set di landing page?
  • È possibile che il calo di prestazioni sia determinato da un set di parole chiave?
  • Esaminando i backlink, vi sono molti collegamenti provenienti dalla stessa sorgente o da siti che hanno scarsa credibilità?
  • Ci sono stati aggiornamenti all’algoritmo di ricerca a cui non ci si è adeguati?
  • Sono stati presi sottogamba dei messaggi inviati da Google o Bing ai webmaster?
  • Ci sono stati aggiornamenti, test o modifiche ai contenuti dell’ecommerce?

Percorso perseguibile per la risoluzione dei KPI negativi

Queste domande servono per restringere il campo e capire cosa sia realmente accaduto, individuando il problema da correggere subito con una modifica ad hoc all’ottimizzazione SEO che si sta seguendo.

Infatti, se tu rispondessi alla seconda domanda notando un aumento delle visite del 10%, ma le conversioni fossero al palo, allora sapresti con certezza che c’è un problema proprio nella conversione e non tanto nella generazione di traffico. Questo dato potrebbe portarti a nuove domande di indagine, del tipo: hai apportato delle modifiche agli elementi di conversione del tuo ecommerce, come il colore, la taglia, la formulazione, il posizionamento dei prodotti? Hai rimosso qualcuno dei tuoi prodotti dalle pagine più importanti del tuo ecommerce? Hai rimosso la funzione di tracking delle conversioni o ha subito dei malfunzionamenti? Si è conclusa una promozione specifica sui prodotti in vendita?

Se invece anche il traffico dovesse aver subito dei cali improvvisi, dovresti concentrarti proprio su questo elemento, chiedendoti se forse Google ha scelto di classificare un paio di pagine chiave in modo diverso, promuovendo altre pagine che convertono con un tasso inferiore rispetto a quelle abituali.

Fare domande sempre più specifiche ti serve per individuare la causa del problema relativoi ai tuoi KPI negativi e risolverla con una nuova strategia di ottimizzazione SEO, magari con l’aiuto di un gruppo di professionisti del settore.