L’ottimizzazione storica è da includere nella strategia SEO

L’ottimizzazione storica è da includere nella strategia SEO

L’ottimizzazione dei portali web è uno strumento fondamentale per distinguersi dai concorrenti e guadagnare una posizione importante nelle SERP dei motori di ricerca. Scrivere contenuti in ottica SEO può fare la differenza tra il successo ed il fallimento di un progetto sul web. Una pratica che negli ultimi tempi si sta diffondendo sempre di più è la cosiddetta “ottimizzazione storica”.

L’historical optimization consiste nell’aggiornamento di vecchi contenuti pubblicati su un sito web con l’obiettivo di generare traffico e lead. Questa strategia è stata adottata da HubSpot che successivamente ha stilato alcune linee guida per sfruttare al meglio le potenzialità dei post “vecchi” (pubblicati un mese prima come anche alcuni anni prima).

Inizialmente è stata svolta un’analisi che ha permesso di individuare il numero di lead generati da ogni singolo post. È emerso che ben il 76% delle visualizzazioni mensili proveniva da post pubblicati dal almeno 30 giorni e addirittura il 92% dei lead mensili derivava da vecchi post. Nel caso di HubSpot inoltre il 46% di tutti i lead mensili proveniva da soli 30 post nonostante ogni mese venissero pubblicati circa 200 post!

Per questo motivo in HubSpot hanno pensato di mutare radicalmente la propria strategia di blogging concentrandosi sull’aggiornamento e la ri-ottimizzazione di post passati lavorando su quelli ad alta conversione per generare maggiore traffico e su quelli a bassa conversione per migliorarne l’ottimizzazione e quindi la visibilità.

L’ottimizzazione SEO storica risulta ancora più importante alla luce dei dati pubblicati recentemente secondo cui il numero dei post pubblicati sulla sola piattaforma WordPress ha superato i 58 milioni e addirittura il 50% dei contenuti B2B non sono minimamente fruiti dagli utenti in target. L’aggiornamento dei post invece aumenta la propensione degli utenti a tornare sul sito web per trovare nuove informazioni.

Quali sono le strategie da attuare per mettere in pratica l’historical optimization? Innanzitutto è di fondamentale importanza l’ottimizzazione dei contenuti passati basandosi sulle parole chiave. L’obiettivo principale è quello di modificare ed aggiornare vecchi contenuti focalizzandosi su una o più parole chiave (individuate sfruttando gli strumenti messi a disposizione da Google).

HubSpot grazie a questo accorgimento ha aumentato il tasso di conversione del 240% sugli articoli aggiornati. Sui post ad alto traffico invece il risultato di questa operazione è stato il raddoppio dei contatti.

Le operazioni da svolgere per eseguire questa tipologia di ottimizzazione sono essenzialmente tre:

  • analizzare gli accessi sul sito e individuare i contenuti maggiormente visitati e con un tasso di conversione elevato;
  • trovare, per ogni post, una o più parole chiave;
  • aggiornare il contenuto del post basandosi sulle keyword e ripubblicare l’articolo.

Ad esempio nel caso di HubSpot l’articolo ottimizzato per “how to use linkedin” viene aggiornato 2/3 volte a settimana e questo ha consentito inizialmente di triplicare il numero di contatti mensili.

Tutto questo succede perché nel 2011 Google ha introdotto nel suo algoritmo il “freshness factor” e quindi vengono maggiormente premiate le pagine costantemente aggiornate. Per questo motivo l’obiettivo di chi si occupa di SEO deve essere quello di pubblicare contenuti completi ed accurati e di aggiornarli costantemente in modo da guadagnare visibilità.

Ovviamente l’ottimizzazione storica deve andare ad integrare una strategia SEO ampia e non può essere l’unica iniziativa intrapresa.