10 regole per rendere il tuo video virale

10 regole per rendere il tuo video virale

La scorsa settimana alla #SMWMilan ho assistito all’intervento di Ebuzzing Labs Italia, agenzia che non si occupa di gestire la creatività di un video, ma di renderlo virale. Cosa significa virale? Lo dice la parola stessa: è la capacità di dargli una potenza mediatica come se fosse un virus. Così come accade infatti per un ‘virus buono’ tu sarai contagiato dal video virale e non potrai fare a meno di condividere perché ti sentirai coinvolto. Il fine è arrivare al numero più alto di visualizzazioni possibili. Certo, così come ha ricordato Andrea Febbraio (VP Sales Europa e Co-Founder, Ebuzzing), a volte serve anche una buona dose di gran fortuna: un VIP che segnala il tuo video, un talent scout che ti sente e segnala la tua video-performance in rete.

Il tuo video virale in 10 mosse

Oltre ai casi fortuiti, esiste comunque un grande lavoro che è possibile svolgere per supportare i nostri video e l’agenzia Ebuzzing Labs Italia li ha illustrati e sintetizzati in 10 regole. A mio avviso sono regole di buon senso oltre che indicazioni furbette se veramente vuoi lanciarti nel mondo dei video, quindi ti consiglio di leggerle con molta attenzione. Vediamole insieme.

video virale

La pianificazione

  • Tell a good story: banale? No! Racconta una storia bella. Le belle storie piacciono. Punto.
  • Smart product placement: presenza discreta del prodotto. Non essere invasivo o invadente. Che tu stia facendo una promo il cliente lo sa, non è stupido. Inserisci il brand anche per pochi secondi, ma in un momento chiaro e definito.
  • The Big Bang. Hai 5 secondi per attirare l’attenzione del tuo pubblico: metti un gancio creativo (musica, azione, sorpresa, ecc.) nei primi 5 secondi per non fare abbandonare il video.

I contenuti

  • Emotional rollercoaster: guida l’utente attraverso una montagna russa di emozioni. Solo così sarà interessato a come va a finire.
  • Throw in a surprise: “surprise but don’t shock”. L’effetto sopresa piace, emoziona. L’effetto shock sorprende, ma lascia una sensazione negativa e fa abbandonare il video.
  • Forget the 30 second rules: dimentica la storia delle ADV da 30 secondi. Non è un tempo sufficiente. Oggi la media è di 3 minuti.
  • Give your audience a role: nel video, prova a dare un ruolo al tuo pubblico e le persone si immedesimeranno. Un esempio? Le candid camera.

La distribuzione

  • Engage the taste makers: influencer, blogger, persone in target. Coinvolgile, anticipa il video, chiedi cosa ne pensano. Se il contenuto ha valore sarà condiviso.
  • The first 24 hours are crucial: su Youtube sono fondamentali il lancio e le prime 24 ore di pubblicazione del video. Esiste infatti un algoritmo che premia i video che in questo periodo di tempo hanno avuto molte visualizzazioni mettendoli tra i suggeriti e i popolari.
  • It’s all about music: la musica è assolutamente fondamentale. Dona ritmo, sottolinea momenti e amplifica la reazione che vogliamo abbiano i nostri utenti.

Tu lo riconosci un video virale?

Durante l’incontro, sono stati presentati alcuni video. Il gioco proposto era quello di trovare per ognuno, quali fossero le regole applicate. Vuoi provare anche tu?



http://youtu.be/57e4t-fhXDs

VIDEO 1: gioca sulla regola 3 (nei primi 5 secondi compare la scritta 148 bad boys) e 5.
VIDEO 2: questo video senza musica (regola 10) che senso avrebbe?
VIDEO 3: mixa le regole 1, 4 e 7 (e le mamme piangono commosse)

Vine e Instagram non li consideriamo?

Direi che era impossibile non farlo. Nella seconda parte del panel ci si è focalizzati infatti su queste app. In modo provocatorio, Andrea Febbraio ha chiesto di dimenticare completamente le 10 regole per rendere un video virale. Una contraddizione? Direi proprio di no, ma questa è un’altra storia oltre ad essere il prossimo post :).

Se lo desideri puoi vedere lo streaming di tutto l’intervento sul sito della #SMWMilan.

E tu che ne pensi? Qual è il video che ti ricordi con più semplicità? Segue forse una di queste regole? Io dico di sì, scommettiamo?
Rosa

photo credit: webtreats via photopin CC