A me i social non interessano …lavi a mano o in lavatrice?

A me i social non interessano …lavi a mano o in lavatrice?

Questo è un post un po’ polemico rivolto a coloro che continuano a insistere sull’inutilità della comunicazione attraverso i social. La scorsa settimana e in altri post ho cercato di trasferire il perché è importante essere sui social media e il perché si può decidere di non esserci. Ho scritto “decidere”, questo implica necessariamente una scelta che puoi fare solo se hai i parametri corretti.

Rifiutare un modello di comunicazione innovativo solo perché diverso è sintomo di chiusura verso il futuro o le nuove possibilità che potresti cogliere.

Lavi a mano o in lavatrice?

Ecco, questa è la mia risposta quando mi sento dire “A me i social non interessano”. “Lavi a mano o in lavatrice?” è un ottimo modo, a mio avviso, per trasferire in maniera chiara e precisa il concetto.

lavandaie

Una volta esistevano le lavandaie, andavano al lavatoio o al fiume a lavare i panni. Mia mamma mi racconta di mani anchilosate e ghiacciate in inverno, ma nonostante tutto quella era l’unica via. Nel tempo le cose son migliorate e negli anni ’60 arriva la grande rivoluzione: la lavatrice.

Quante donne inizialmente non hanno accettato di buon grado questa innovazione perché “lavare a mano era meglio che affidarsi a una macchina”. Intanto chi invece aveva percepito la reale potenza di questa novità iniziava ad utilizzarla. Le più scettiche continuavano a rompersi la schiena al fiume, le altre avevano del tempo libero. Perché la lavatrice non ha restituito un semplice nuovo modo di lavare i panni, ma ha regalato del tempo. Tempo da investire come meglio ieri credevano.

Rifiuti nuove opportunità o le accogli?

Ecco lo step successivo. Chi rifiuta a priori la rivoluzione dei Social Media, senza conoscerne pregi e difetti, a mio avviso è un po’ come quelle donne che titubanti verso i cambiamenti arrivavano addirittura criticare la tecnologia perché una macchina non avrebbe mai potuto sostituire la qualità manuale di un uomo.

Chi ti dice e che i Social Media siano “il male assoluto”? E ancora: dietro ad ogni account, fan page, gruppo chi c’è? Una macchina o una persona? Su cosa stai erroneamente concentrando la tua attenzione? Rispondo io: su qualcosa che non conosci, che è diverso e quindi mette timore. Non sto dicendo che esistono utenti o aziende che utilizzano i Social Media in maniera a dir poco imbarazzante, ma prima di rifiutare la lavatrice, pensa a quanto ti stai perdendo.

I Social Media se usati correttamente e con intenti di dialogo e valore, permettono di potenziare le tue possibilità personali e professionali. Tutto sta nel capire come agire, come usarli e anche come potersi difendere da chi invece li usa nella maniera sbagliata.

I Social Media sono come la vita, per questo non ha più senso dividere vita reale o virtuale. Tu conosci e hai conosciuto persone grazie alla tua vita quotidiana nel tuo paese, nel tuo ambiente lavorativo, nel tuo ufficio, ma puoi benissimo conoscere e incontrare nuove persone di grande valore grazie ai social. La differenza? Che magari abitano a Palermo e tu sei di Como, così come è successo a me. Se fossi andata avanti a “lavare a mano” sicuramente non avrei potuto ricevere occasioni professionali e personali grandiose.

Io ringrazio chi ha inventato la lavatrice e i social continuando quotidianamente a creare valore in rete. Tu continui a lavare a mano o passi finalmente alla lavatrice?
Rosa