Come la tecnologia ha trasformato le nostre vacanze

Come la tecnologia ha trasformato le nostre vacanze

Qualche giorno fa ho letto un divertente articolo del New York Times che metteva a confronto una vacanza in spiaggia oggi con una del 1999 e ho pensato di raccontarvi il mio punto di vista social a riguardo.

L’articolo prendeva in esame come la nostra vita sia radicalmente cambiata in questi 15 anni e di come la tecnologia ha trasformato la nostra vita: se prima andavamo in spiaggia con un libro, le parole crociate e – ultimo ritrovato tecnologico – un walkman, oggi ci andiamo carichi di smartphone, tablet e kindle. A dire il vero, continuo a preferire il buon profumo della vecchia carta e in spiaggia continuo ad andarci con un libro stampato, ma io sono un’inguaribile romanticona, che volete farci.

In ogni caso, anch’io sono schiava del mio smartphone: scatto miriadi di foto, applico decine di filtri, controllo e ricontrollo mail e notifiche. Insomma, sono proprio la vacanziera del 2015 descritta dal New York Times.

L’articolo finiva auspicando un ritorno alle vacanze di un tempo: meno social, meno tecnologiche e indubbiamente – sempre secondo l’autore – più rilassanti.

Noi però lo sappiamo bene che “meno tecnologico” non vuol sempre dire “più rilassante”, anzi. Soprattutto chi lavora con web e social passa più tempo a pensare: “Chissà se mi hanno risposto a quella mail…” piuttosto che “Non aggiorno Instagram da tre ore, i miei follower mi daranno per dispersa…”, “Non pubblico un articolo da due giorni, lo so già che perderò dei lettori e le visite sul mio blog caleranno” invece che a divertirsi.

Ora che abbiamo confutato la teoria del New York Times, passiamo ai consigli per passare delle vacanze il più tranquille possibile senza però rinunciare all’aggiornamento di blog e social.

1. Pianificare

La prima regola è una buona pianificazione: organizza il tuo piano editoriale in base al periodo di “vuoto” dovuto dalla tua vacanza. Per quanto riguarda il blog, riduci ad un numero minimo di 3 post a settimana, scrivili e pianificali per tempo (sia WordPress che Blogger permettono la pianificazione degli articoli) e programma gli stessi post anche su Facebook.

2. Spazia con gli argomenti

Anche se il tuo blog parla di argomenti che esulano totalmente dal tema vacanze, prevedi un articolo dedicato alle tue ferie, anche se, ovviamente, riletto in una chiave più affine agli argomenti del tuo blog. Servirà ad augurare ai tuoi lettori una buona estate, ma anche a prepararti il terreno per la condivisione di foto, contenuti e storytelling legati alla tua estate.

3. Fissati dei tempi

Capisco la frenesia di voler condividere tutto e subito, ma capisco anche che condividere ogni singola foto passando mezz’ora a scegliere i giusti hashtag possa essere estenuante per i nostri poveri compagni di viaggio, vittime della nostra social-medialità. Per questo il mio consiglio è di imporsi delle tempistiche: non più di un tot di foto al giorno e postate a determinati orari.

4. Imposta delle mail di avviso

Sei preoccupato che le visite al tuo sito calino irrimediabilmente mentre sei a mollo al mare e dopo ogni bagno controlli ossessivamente Google Analytics? Con il pannello di amministrazione puoi decidere di monitorare i dati che più ti stanno a cuore e farti inviare una mail nel caso ci sia un calo allarmante di visite, ma anche nel caso in cui vengano raggiunti determinati obiettivi.

5. Non dare di matto

Le visite sono calate? I commenti sono diminuiti? Non preoccupatevi: è fisiologico che in estate la gente legga di meno i vostri contenuti, quindi state tranquilli e non stressate il vostro vicino di ombrellone chiedendogli di confrontare i vostri dati di Analytics.

Forse i vostri post verranno letti di meno, ma se tenete compagnia ai vostri lettori sui social, vedrete con il rientro dalle ferie nessuno di loro vi avrà abbandonato, anzi, magari ne avrete conquistato qualcuno in più proprio grazie a quella foto del tramonto sulla spiaggia.

E voi che vacanze avete fatto? Avete lasciato lo smartphone a casa, o come me, non ve ne siete separati nemmeno sotto l’ombrellone?