Facebook Places: cosa cambia per il web marketing?

Facebook Places: cosa cambia per il web marketing?

Da qualche settimana, Facebook Places ha subito un restyling piuttosto evidente, pur non essendo stato annunciato in via ufficiale tramite i canali del social network. Si tratta di una revisione di diversi aspetti estetici, con un’immagine di copertina all’interno della quale è presente il form di ricerca e una breve lista delle attività di cui si può usufruire nel posto in cui ci si trova (o, per usare il gergo tecnico, si è geolocalizzati). Tra l’altro, con la funzione “Scopri altri luoghi”, gli utenti hanno la possibilità di esplorare una serie di luoghi distinti a seconda dello Stato di appartenenza.

Ma come si traducono queste novità dal punto di vista del web marketing? Si tratta, semplicemente, dell’ennesima dimostrazione di come il social di Zuckerberg stia puntando sempre di più in direzione della geolocalizzazione, che viene identificata dagli analisti come uno dei punti di forza – se non addirittura delle leve – per il prossimo anno nell’ambito del marketing. Facebook, in sostanza, vuole mettere a frutto la gigantesca quantità di informazioni di cui dispone, e non si va molto lontano dal vero se si sostiene che la sua intenzione è quella di andare ad affiancare – e probabilmente prendere il posto di – servizi come Yelp o TripAdvisor che si fondano sulla pubblicità delle attività commerciali e delle attività turistiche e delle recensioni a esse dedicate.

Il web marketing, dunque, nei prossimi mesi dovrà fare i conti con questi possibili sviluppi: la peculiare dimensione social di Facebook giorno dopo giorno si fonde e si mescola sempre di più con la sua anima commerciale. Anche per questo motivo, la piattaforma in un futuro non molto lontano sarà un punto di riferimento per tutti gli utenti che vogliono conoscere ristoranti, bar, alberghi, ma anche farmacie, negozi, supermercati e tutte le altre attività presenti nei luoghi in cui si trovano. E, ovviamente, tutto dipende dall’incremento dell’utilizzo dei dispositivi mobili.

Già, ma questa funzione non è svolta da Google? In realtà no, nel senso che il motore di ricerca di Mountain View offre sì risposte e suggerimenti, ma si tratta di risposte e suggerimenti che sono – per così dire – “asettici”: in altre parole, solo con Facebook si può sapere quali sono le attività commerciali preferite dai nostri amici. E le aziende che vogliono sfruttare il marketing attraverso internet non possono non prendere in considerazione questi particolari. Google non conosce i nostri amici né le persone con cui intratteniamo rapporti e relazioni (e non li conoscerà finché non prenderà piede Google+); Facebook, invece, sì, e di conseguenza sa anche cosa hanno fatto e dove sono state queste persone.

Non è un caso, quindi, che in tempi recenti Facebook abbia inglobato Instagram, che fa della geolocalizzazione delle foto uno dei suoi punti di forza, mentre attraverso OpenTable gli utenti hanno la possibilità di prenotare tramite Facebook un posto al ristorante. Ecco che, ancora una volta, il social statunitense si trova a dettare l’agenda e a indicare la via, il percorso che tutte le aziende dovranno seguire per stare al passo e per non perdere occasioni importanti. Ed è probabile che tali occasioni siano perfette soprattutto per le realtà di piccole dimensioni, che fondano una buona parte del proprio successo più sul passaparola che non su campagne di pubblicità estese.

Insomma, nel momento in cui un colosso come Facebook apre la strada della geolocalizzazione, è chiaro che il futuro del marketing andrà anche – o soprattutto – in quella direzione: ed è un percorso di cui non si può non prendere atto.