Google Plus apre le porte alle aziende italiane. O meglio, sono le stesse aziende che strizzano l’occhio alle pagine business appena implementate nel social network di Mountain View. Barilla, ad esempio, ha iniziato con la pubblicazione di un album fotografico visibile su internet. Benetton propone un video, Fiat invece un diario dei ricordi alla guida per tutti coloro che hanno guidato una Panda. L’elenco dei brand noti prosegue con Alitalia, Tim, Vodafone Italia e Juventus.

Un concorrente reale per Facebook

Ancor più lunga è la lista delle piccole e medie imprese nel social network che hanno scelto il “segno +”: agenzie di comunicazione, società di software, catene di ristorazione e attività commerciali locali. Lo scopo della presenza è quello di avviare contatti di scambio con i 40 milioni di utenti registrati da GP ai quattro lati del globo. Costoro possono aggiungere le pagine all’interno di gruppi chiamati “cerchie” e, in questo modo, costruiscono canali dove possono organizzare il flusso di informazioni. In questo modo la creatura si pone come alternativa reale a Facebook. Con un vantaggio: Google Plus permette infatti di vedere gli altri utenti utilizzando la webcam del computer o del tablet proprio come se si fosse uno davanti all’altro.

Istruzioni per l’accesso e l’uso

Entriamo ora in questioni di ordine operativo. Per entrare nel nuovo social network le aziende devono effettuare il login attraverso l’account e poi aprire il link http://www.google.com/+/business/. Viene poi il momento di selezionare la categoria più adatta al settore professionale di riferimento. Il ventaglio delle scelte propone:

  • Business locale: adatto a imprese come hotel, ristoranti o negozi
  • Prodotto o brand: creato per chi opera nel campo dell’abbigliamento, dell’automotive, dell’elettronica o dei servizi finanziari
  • Compagnia, istituzione o organizzazione: per aziende più strutturate o istituzioni
  • Arti, intrattenimento o sport: adatto a film, televisione, musica, libri, sport, spettacoli
  • Altro: adatto se la propria azienda non rientra in nessun’altra categoria

Dopo aver individuato la categoria, si passa alle sottocategorie, non prima però di aver inserito ragione sociale e sito internet di riferimento. Seguono altri tre step: la scelta dell’utente che può vedere il profilo, una frase (massimo di 10 parole) che riassuma l’attività della società e, infine, la possibilità di comunicare a clienti, fornitori, colleghi o amici che la propria pagina aziendale su Google+ è stata creata.  Et voilà…les jeux son fait! Si possono cominciare a raccogliere i benefici dell’operazione.