In un certo senso potremmo dire che la pubblicità è ciò che fa girare la rete. Molti siti basano la maggior parte dei loro introiti sul banner advertising, come la quasi totalità dei servizi che vengono offerti gratuitamente.

L’uso di banner pubblicitari più diversi può essere talmente numeroso da risultare invasivo e fastidioso per una tranquilla navigazione online. Tra queste due spinte, tra l’utente che vuole navigare tranquillamente senza troppe distrazioni e chi deve lucrare, ovvero tra la user experience e la sostenibilità economica, si gioca la partita della pubblicità online. Ora arriva il sistema che aggira il blocco dei siti per gli utenti che usano un AdBlock.

Una vera e propria guerra che aveva avuto una svolta decisiva con l’intervento dei servizi che bloccano le pubblicità in rete, gli AdBlock. Una ventata di speranza per molti utenti stanchi dei troppi spot, un incubo per gli inserzionisti e gli editori. In un tempo breve l’adozione di queste applicazioni è cresciuta esponenzialmente segnalando un problema comune per gli utenti e creando un problema economico alla parte avversa.

La risposta non si è fatta attendere ed è stata l’invenzione di sistemi che riconoscono e bloccano l’utente che fa uso di adblocker. Ecco allora che Yahoo qualche mese fa ha impedito l’accesso alla mail di quegli utenti che usano AdBlock. Anche Wired ha di recente annunciato che impedirà a questi utenti di visualizzare i suoi contenuti.

Ora, l’invenzione di Anti-AdBlock Killer, un servizio capace di eludere questo tipo di divieti ingannando i meccanismi che riescono ad identificare gli utenti che usano adblocker, riapre la partita. Dobbiamo solo attendere la prossima mossa.