Così d’istinto e in modo provocatorio mi verrebbe da dire: c’è differenza? In genere la risposta da manuale è “sì, il sito è istituzionale, il blog è dinamico e più social”. Tra spunti grafici e strategici, cerchiamo di uscire un po’ dalle frasi fatte e capire insieme se esiste realmente questa differenza tra sito e blog, cosa sia più corretto fare per la tua azienda e, infine, se è possibile o meno applicare una strategia di comunicazione low budget.

Cosa non deve (veramente) mancare a un sito?

Al di la di scelte personali, cromatiche e di corporate identity sintetizzerei il tutto in 5 punti fondamentali che vi elenco di seguito:

1. La grafica deve essere fresca, pulita e favorire la navigazione

Il sito www.smashingmagazine.com ti può dare qualche esempio di quello che intendo. Questo è un passaggio essenziale, strategico, molto importante che potrai gestire in modo ottimale solo conl supporto di un professionista.

2. Semplicità, semplicità e ancora semplicità

Lascia stare effetti, slide show automatiche, video e musiche di benvenuto perché servono solo a innervosire l’utente. La persona non vuole perdere tempo, deve trovare subito ciò che cerca. Tutto ciò che è menù del sottomenù del sottomenù crea la reazione contraria: l’utente s’innervosisce e abbandona la navigazione. Inoltre ogni artificio aggiuntivo rischia di aggiungere costi inutili.

3. Rimani coi piedi a terra: non sei la NASA

Spesso assisto a progetti con idee faraoniche che si smontano come neve al sole. “Poco e bene”, la conosci questa frase? Troppi siti non sono aggiornati, troppe volte non si analizzano prima le proprie possibilità e si fa il passo più lungo della gamba. Quanti si concentrano a far vivere un’esperienza di navigazione chiara? Mettiti nei panni di un utente che non conosce il tuo sito e prova. Come approccia il sito?

4. Aggiorna e informa: mettiti dalla parte dell’utente che non ti conosce

Così come raccontato nel post sullo “ZMOT” tieni presente che oggi se una persona ti contatta è perché ha già fatto una propria ricerca, ha comparato con altri competitor e ti ha scelto. Come puoi pensare che lo faccia se i tuoi contenuti sono obsoleti, datati se non informi e trasferisci la tua passione? Credi che sia un’osservazione banale? Credimi, se pensi al mondo delle PMI e delle microimprese non lo è e, anzi, è più frequente di quanto pensi!

5. La presenza sul web deve essere attiva

Dimentica il vecchio concetto “il sito è la mia vetrina”. Alle persone non serve la tua vetrina. Oggi le persone vogliono entrare in contatto con te, devono sentirsi partecipi dell’azienda capire e percepire cosa c’è dietro la vetrina. Togliti dalla testa i pesantissimi siti che descrivevano in modo certosino l’attività, la mission, la sede, la storia… basta! L’utente vuole conoscerti attraverso ciò che fai ciò che sei. Non sei tu a dover raccontare chi sei, ma i tuoi lavori, i tuoi contatti e i tuoi progetti. La propensione al mondo social è qualcosa d’innato, ma col tempo (se terrai la mente aperta) l’acquisirai anche tu. Condividi e coinvolgi. Fai acquistare il tuo background oltre che il tuo prodotto.

Ma quindi, cosa fa la differenza tra sito e blog?

Fermo restando che ciò che ho scritto vale anche per un blog (che in effetti è un sito) ciò che fa la differenza tra sito e blog è essenzialmente la scelta dei contenuti. Sul sito un utente vuole trovare risposte concrete: cosa fai, cosa proponi, i tuoi prodotti, i tuoi contatti. Il blog nasce come racconto quotidiano tematico, un libro, un modo per raccontare una storia. Nel tempo questo modo di raccontare ha già subito molte contaminazioni. In modo molto sintetico posso dirti che se vendi piastrelle sul tuo blog racconti di case arredate, di accostamenti cromatici, di esposizioni e fiere a cui partecipi, di tendenze che (apparentemente) nulla hanno a che fare con la tua azienda, ma che servono da ispirazione per i tuoi utenti, per coinvolgerli nel tuo mondo. Al contrario sul sito pubblicherai la partecipazione della tua azienda a fiere di settore, news, novità e prodotti con un taglio differente.

Come sai, alcuni scelgono solo una soluzione, ma una scelta non esclude l’altra! Diciamo che se hai un blog e vuoi fare attività di blogging non è detto che tu abbia un sito perché magari non sei un’azienda e non hai necessità di proporre contenuti di quel genere. Se invece sei un’azienda la soluzione ideale a mio avviso è la presenza di entrambi, a patto che ci sia il personale preposto sia per agli aggiornamenti sia per le attività di blogging (e non è così ovvio).

Gestire sito o blog in prospettiva low budget è possibile?

Oggi esistono molte piattaforme Open source, ne abbiamo già parlato in questo post, questo però non significa che nel tempo sarà tutto gratuito. Sono tool e soluzioni utili soprattutto per chi vuole fare i primi passi nel mondo dei blog. In genere le restrizioni di un servizio apparentemente free si fanno sentire: spesso plug-in e implementazioni più interessanti sono a pagamento e, ad esempio, lo spazio di archiviazione è limitato e dovrà essere acquistato per procedere con l’inserimento dei contenuti.

WordPress, Joomla e Blogspot sono solo alcuni esempi tra i più famosi. Aprire un blog su WordPress richiede cinque minuti, il tempo di registrarsi e ti sarà assegnato un dominio del tipo nomeblog.wordpress.it (che se la tua finalità è aziendale ti obbliga già al primo piccolo investimento, ovvero all’acquisto del dominio).

WordPress nasce come piattaforma per blog, ma oggi moltissimi siti aziendali si appoggiano su questa piattaforma e questo perché l’alta possibilità di personalizzazione permette risultati ottimali.

Cosa significa, quindi, gestire questo passaggio in prospettiva di strategia di comunicazione low budget? Significa considerare ciò che puoi realmente investire, avere le risorse (non solo economiche) per poterlo fare, creare un obiettivo strategico con il tuo consulente e suddividere la strada per arrivare al tuo obiettivo in micro-step raggiungibili e gestibili. Questo ti permetterà di investire in modo oculato il tuo budget, verificare i risultati e reinvestire ciò che hai ricevuto innescando un circolo virtuoso che ti permetterà di crescere e acquisire le giuste competenze.

Se dovessi aprire da zero un sito, i passi da fare potrebbero essere ad esempio: verificare e preparare contenuti, aprire un sito con dominio personale, strutturare le sezioni base e completarle, iniziare a promuovere questo sito interagendo in modo dinamico e proponendolo anche sui social, definire se il blog sarà gestito internamente, esternamente o se sarà multi-autore, aprire la sotto-area blog iniziando a trasferire le tue impressioni.

L’agenzia ti supporterà e ti saprà dare indicazioni sulla correttezza di contenuti sia a livello di coinvolgimento sia a livello SEO, ma questa è un’altra storia.

È fondamentale strutturare la propria web communication a partire dall’ABC: sito o blog. È da qui che partono tutti i link, i contenuti e le informazioni che settimana prossima vedremo di veicolare in modo corretto grazie ai social network.
Alla prossima!
Rosa

(Questo articolo è parte di una piccola guida “strategie di comunicazione low-budget”. Il fine è di evidenziare come una buona strategia di comunicazione avviene essenzialmente grazie a due fattori: un’azienda snella, fluida e organizzata che sa ottimizzare processi in prospettiva del proprio cliente; la collaborazione di un consulente o di un’agenzia di comunicazione necessaria per la buona riuscita dei progetti. Per questo motivo low budget non è da confondere con low cost: non stiamo parlando di come pagare meno un progetto, ma al contrario di come ottimizzare il budget a nostra disposizione -tanto o poco che sia- per dare accesso a una comunicazione professionale a qualunque azienda. Se consulente e azienda sapranno entrare in sinergia, inizierà un cammino di crescita vicendevole e col tempo anche il budget a disposizione crescerà. Qui trovi tutte le “puntate” precedenti.)