Video virali, una delle componenti è l’emozione

Video virali, una delle componenti è l’emozione

Quando devo iniziare un progetto navigo alla ricerca di spunti: i video virali sono la mia prima fonte di ispirazione. E quello che più mi fa stare bene è vedere che sono tali perché, in qualche modo, hanno “aggrovigliato le budella” come diceva Julia Roberts in Pretty Woman.

Abbiamo ancora bisogno di emozionarci, stupirci e sentirci unici. Ogni strategia di web marketing dovrebbe ricordarlo: abbiamo tante informazioni da poter condividere ma è attraverso la stimolazione del cuore che conquistiamo il pubblico.

Ho pensato di portarvi un po’ di gioia, lacrime, risate in questi momenti afosi e insieme degli spunti per eventuali lavori che richiedano coinvolgimento. Direi che chi si occupa di contenuti per il web non sia esente da questa attività.

Per poter leggere questo articolo però dovete farmi una promessa: prima guardate il video e poi andata avanti con la lettura. Questa volta vi chiedo di prendervi un pochino più di tempo, diciamo un quarto d’ora, ma vi prometto che alla fine vi sentirete appagati, soddisfatti e un pochino più fieri di far parte della razza umana.

Video per la festa della mamma

Il 14 aprile 2014 la Cardstore pubblica il video #worldstoughestjob:

Il video ha avuto 24.663.604 visualizzazioni e credo altrettante lacrime.

C’è un momento di stupore quando il recruiter senza troppi giri di parole dice “Non ci sono festività, nessuna giornata di riposo, quando dorme il vostro assistito dormite voi, mangiate dopo che lui ha mangiato, se ha una vita se ne sbarazzi ed è gratis”. La gente risponde: “È legale?”, “Ma siete pazzi?”, “È crudele”, “È inumano”.

E quando il reclutatore dice “Volete sapere quante persone fanno questo lavoro? Miliardi”, gli intervistati sconvolti chiedono “Chi???” e lui risponde “La MAMMA” ecco che ogni figlio ride, piange e si rende conto di quanto magica è la sua mamma e ogni mamma, come me, si rende conto di quanto è brava: si sente grande, forte e immensa. “The mum is incredible” dice la signora di colore che aveva dato del pazzo al tizio che le diceva che il salario era nullo.

Chi ha creato tutto questo ha sicuramente empatia. Vuol dire capire nel profondo ciò che qualcun altro prova ed in questo caso creare un momento di marketing bomba. Io, per esempio, l’ho condiviso immediatamente taggandolo per la mia Mutty, ho pianto come una bimba e mi sono detta: chi è questo genio lo voglio conoscere! In ogni mia lezione lo porto ad esempio: guardo le persone, il silenzio che si crea e lo splendido “tirar su con il naso” che per me è GOAL!

Se sappiamo emozionarci, calarci nella parte, sostituirci a chi viene esaminato allora sapremo anche pensare ad un contenuto che non passerà indifferente.

Video per il Natale

Un giorno, a pochi giorni dalle feste natalizie, mi viene passato chiesto di guardare qualcosa che è veramente virale: Christmas Miracle.

La compagnia aerea West Jet si sostituisce a Babbo Natale e regala ciò che i passeggeri all’imbarco avevano chiesto grazie ad una specie di concorso al check-in, facendo arrivare i doni all’atterraggio, sul rullo trasportatore al posto dei bagagli. E sentiamo incredulità, sgomento, gioia di aver ricevuto qualcosa che non si poteva avere.

Pubblicato l’8 dicembre è stato visto da 41.143.656 milioni di persone.

C’è tutto: l’entusiasmo degli operatori che nel luogo di atterraggio corrono come pazzi alla ricerca dei regali, l’energia nell’incartare i doni, la tranquillità di chi è a bordo che non si aspetta nulla. Ma chi è a terra e corre impazzita di gioia lo è perché stanno pregustando l’effetto surprise, sanno che saranno appagati dalla gratitudine di chi li riceverà. I bimbi sapientemente inquadrati proprio nel momento in cui scartano il pacco e alla fine il pacco number one: per la famiglia con pancione il meritato big screen TV con il classico “Oh my God”.

Non è forse questo quello che vogliamo per Natale? Fare felici chi amiamo con i nostri regali, quelli che abbiamo scelto girando come dei pazzi per negozi.

Il mio video virale preferito

È di fronte alla generosità senza fine che ci stupiamo. Lo sanno bene i creatori di “Unsung Hero”.

Questo ragazzo, non vuole nulla, si vede che tutto quello che fa è puro, la gente non capisce, scuote la testa di fronte a tanta bontà. Gli scuotitori siamo noi, 25.949.307, abbiamo perso in parte la magia, non siamo più abituati a vedere purezza, ci leggiamo sempre qualcosa di strano “c’è la fregatura” pensiamo. Chi viene aiutato è persino incredulo di fronte a questi gesti, è spiazzato e diffidente. Ma lui tutti i giorni ama senza chiedere nulla in cambio: ed è quando vede la piccola pulita, bella nei suoi vestitini di scuola, che tutti noi capiamo che invece è l’uomo più ricco della Terra perché ha ricevuto qualcosa che non si compra: la riconoscenza.

Bene, ora asciugate gli occhi, ricomponetevi e lasciate mi permetta di darvi un consiglio.

Possiamo studiare tutte le statistiche che vogliamo e basarci su mille report che ci riportano click, bounce rate, ora di pubblicazione dei post, interessi, chi ha cliccato mi piace su cosa, ma non possiamo assolutamente dimenticare che:

  1. se vogliamo lasciare il segno parliamo al cuore;
  2. quando pensiamo ad un progetto marketing ricordiamoci che siamo carne e ossa, non solo soldi o numeri;
  3. i ricordi sono emozioni, la pubblicità è ricordo: emozioniamo.

Ne ho molti altri nel cassetto ma mi piacerebbe conoscere i vostri. Vi va di regalarmi quello che per voi è stato il miglior video virale?