Realizzare un banner: la creatività non è progettazione

Quando si parla di creatività nel design di comunicazione si pensa ad un impulso geniale che proviene da qualche meandro della mente del web designer. In verità quello che c’è dietro è un qualcosa di meno empirico e molto più pratico e professionale, basato su un percorso progettuale che per la stragrande maggioranza dei casi parte dall’esigenza dell’apparato commerciale, passa per un gruppo di persone sedute ad un tavolino, poi a quelle sedute dietro ad un monitor, per poi arrivare a chi usufruirà del messaggio. Per esemplificare vorrei raccontare un caso tipico che è successo proprio qui in Artera.

Il primo passo, la necessità.

Alla pubblicazione del nuovo Artera.it, dopo diversi mesi di lavoro, una delle prime operazioni di marketing è stata rivolta ai rivenditori di servizi, una campagna banner già attiva da tempo ma utile come primo strumento per verificare parte del lavoro fatto sul sito.

L’idea ed il suo sviluppo.

Il team commerciale e quello creativo si sono seduti a tavolino per ideare il progetto. Tutto è nato da una frase molto semplice: “Volevo un po’ cominciare ad attirare qualche rivenditore”. Da questa frase un po’ approssimativa come punto di partenza, i commerciali hanno valutato le opportunità di investimento fino ad arrivare alla definizione dei primi punti pratici: il messaggio ed il mezzo – 100 Euro in omaggio ai nuovi rivenditori con un banner generico da rivolgere ai circuiti di advertising nazionale.

Il messaggio visuale, gli obiettivi.

All’epoca il nuovo sito era appena stato pubblicato con un fondamento biblico: il sito avrebbe dovuto essere il punto focale delle attività dell’azienda. Per questo abbiamo ritenuto prioritario adattare tutta la comunicazione intorno all’identità del brand studiata per l’occasione.

elementi-artera

Ai fini pratici abbiamo esaminato con attenzione gli elementi fondamentali della nuova interfaccia per riutilizzarli e riadattarli nel banner al fine di creare una continuità alla comunicazione visiva.

Per un motivo un po’ “ideale” (etico mi sembra esagerato), volevamo creare un banner che attirasse l’attenzione dell’utente senza però essere invadente e
fastidioso. Ed è qui che è nato “MC“.

Il messaggio visivo e la gerarchia.

rivenditoreMC, il Sig. Rivenditore è il punto focale del banner. MC è colui che ha lo scopo di attirare l’attenzione. Deve essere il motivo per cui l’utente finale è attirato dal banner, l’elemento visivo che ti dice “hey, scusa girati!“, il dettaglio che necessita di maggiore attenzione tecnica e cura. E’ intorno a lui che il messaggio viene costruito a passaggi successivi sempre più profondi.

Intorno ad MC è costruita una gerarchia visuale degli elementi che devono guidare l’occhio ad una comprensione veloce ed inconsapevolmente sempre più dettagliata più o meno in quest’ordine: omaggio | 100 € | rivenditoriartera.it | hosting housing servizi web.

La realizzazione.

banners-templateDefiniti tutti questi punti progettuali, abbiamo creato una serie di schizzi a matita, dei piccoli prototipi chiamati anche mockup, sempre più simili a quello che sarebbe stato il banner finale. Questo genere di prototipazione ci è servita per valutare i pro ed i contro di ogni idea in modo molto veloce ed intuitivo senza spendere risorse in visualizzazioni inutilmente dettagliate.

Mano a mano che i nuovi elementi venivano definiti, la versione digitale del documento ha preso forma. Dopo piccoli ritocchi ed ulteriori supervisioni del team marketing committente dell’idea originale, uno per volta tutti i formati dimensionali coperti dalla campagna sono stati generati ed ottimizzati per la consegna.

Conclusione.

Il concetto che voglio passare nell’esposizione di questo esempio è che spesso si sottovaluta la necessità di un progetto dettagliato per quel che riguarda l’aspetto visivo e di interfaccia. Si definisce il grafico come un creativo, talvolta un artista, e qualche volta meno dignitosamente per un tizio che fa i disegnini, mentre, a mio parere, è un’altra figura: un progettista che dopo un’analisi dettagliata delle specifiche utilizza le buone regole del design ed un processo iterativo per definire un linguaggio visivo coerente al raggiungimento dell’obiettivo nei tempi e nei costi prefissati.

La creatività è parte integrante del processo di creazione, non c’è dubbio, ma la sola creatività non fa un di un creativo un professionista. La creatività non è design.