Brexit e registrazione domini

Brexit e registrazione domini

Al referendum del 23 giugno 2016, l’elettorato britannico ha votato a favore dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Nell’ottobre del 2019 il Regno Unito ha concordato l’accordo di recesso e alle 23:00 (British Summer Time) del 31 gennaio 2020 ha lasciato ufficialmente l’Unione Europea. Il Withdrawal Agreement (Accordo di recesso) è così decorso dal giorno 1 febbraio 2020 e da quel momento il Regno Unito è uscito da ogni organo decisionale dell’Unione Europea, infatti il ministero delle Finanze della Corona Britannica è stato obbligato a pagare l’“assegno di divorzio”. È trascorso poi un periodo di transizione, terminato il 31 dicembre 2020.

Spariti i vessilli europei dai palazzi del centro del potere britannico, un terremoto informatico ha colpito (anche se assolutamente già previsto) gli oltre 317.000 domini .eu registrati nel Regno Unito. Questi non sono più idonei ad esistere a meno che non sia stata dimostrata la conformità al quadro normativo .eu, aggiornando i dati di registrazione al 31 dicembre 2020. Molte imprese hanno dovuto sviluppare quindi un piano di migrazione per servizi e attività a cui il tuo dominio .eu era collegato.

Non è stata, come accennato, una notizia improvvisa: da tempo i titolari di domini .eu conoscevano le conseguenze della Brexit. Alcuni di essi si sono mossi subito e hanno attuato la loro strategia di dominio in tempi brevi. Altri invece non ancora pronti, hanno avuto a disposizione tempo fino alla data del 31 dicembre 2020 per soddisfare i requisiti di idoneità richiesti.

Il 21 dicembre EURid (un’organizzazione senza scopo di lucro nominata dalla Commissione europea per sorvegliare il funzionamento del nome di dominio di primo livello .eu) ha inviato loro un promemoria al fine di sollecitarli a dimostrare l’aggiornamento della situazione informatica, avvisandoli che lo stato del dominio è dichiarato “SOSPESO” fino al 31 marzo 2021. Un nome di dominio nello stato “SOSPESO” non può più supportare o declinare alcun servizio o attività (come sito web o e-mail), ma può essere ripristinato quando e se i dati di registrazione verranno correttamente aggiornati per soddisfare i criteri di idoneità.

Al fine di chiarire gli aspetti della questione, puntiamo allora un cono di luce su quali sono le attività o i soggetti interessati da questa disposizione, riprendendo e approfondendo la comunicazione di EURid.

EURid infatti elenca la fisionomia delle organizzazioni e le caratteristiche degli individui che non saranno più idonei a detenere un nome di dominio .eu dopo la fine del periodo di transizione e più precisamente:

  1. Organizzazioni del Regno Unito stabilite nel Regno Unito ma non nell’Unione europea (“UE”) o nello Spazio economico europeo (“SEE”);
  2. Cittadini del Regno Unito che non sono residenti di uno Stato membro del SEE;
  3. Residenti nel Regno Unito che non sono cittadini dell’UE.

La comunicazione afferma che EURid non consentirà nuove registrazioni o trasferimenti di nomi di dominio .eu per quei tipi di organizzazioni e persone sopra identificate a partire dal 1 ° gennaio 2021. I cittadini dell’Unione Europea che risiedono nel Regno Unito rimangono idonei a detenere un nome di dominio .eu una volta che il periodo di transizione è terminato, ma sarà necessario aggiornare i dati di registrazione per dimostrare la propria cittadinanza e appartenenza all’Unione Europea.

EURid sottolinea anche l’entità dell’impatto della perdita di un nome di dominio .eu e richiama l’attenzione delle organizzazioni a valutare le scelte da fare. Molte organizzazioni infatti hanno scelto di organizzarsi per esempio predisponendo il re-indirizzamento al sito web principale per ridurre al minimo l’impatto della decisione politica. Altre invece hanno dovuto subire più pesanti conseguenze. Prendiamo in considerazione ad esempio il caso di una società statunitense che gestisce i propri affari nell’Unione Europea e fuori dal Regno Unito, ma con un dominio .eu registrato tempo addietro in Inghilterra: si è ritrovata nella situazione per cui il 1 ° gennaio 2021, il dominio .eu di sua proprietà le è stato sottratto o comunque sottoposto a nuove regole da seguire.

Qualsiasi nome di dominio .eu ritirato il 1 ° gennaio 2021 è stato poi messo “fuori servizio” e rimarrà tale per i prossimi 12 mesi. Sarà quindi revocato e potrà essere registrato da altri a partire dal 1 ° gennaio 2022. Questo aspetto apre scenari inediti, ignoti e rischiosi per esempio in tema di marchi che saranno a rischio di eventuali violazioni dato che i soggetti del Regno Unito non potranno procedere ed effettuare registrazioni difensive per proteggersi dal domain squatting.

(Il domain squatting o Cybersquatting è quell’attività illegale di appropriazione di nomi di dominio corrispondenti a marchi commerciali altrui al fine di realizzare un lucro).

Ad oggi, se un soggetto si trova nel Regno Unito e ha intenzione di ottenere un dominio .eu, deve verificare se soddisfa i criteri di ammissibilità di cui all’articolo 4, paragrafo 2, lettera b), del regolamento (CE) n. 733/2002, come modificato dal regolamento (UE) 2019/517 e di seguito:

  1. un cittadino dell’Unione Europea, indipendentemente dal luogo di residenza;
  2. una persona fisica che non è un cittadino dell’Unione Europea e che è residente di uno Stato membro;
  3. un’impresa stabilita nell’Unione Europea;
  4. un’organizzazione stabilita nell’Unione Europea

Se invece un soggetto residente nel Regno Unito era già prima della Brexit detentore di un dominio .eu deve, per poterne ancora avere disponibilità dello stesso, soddisfare i cd. criteri di idoneità, pena il ritiro del nome di dominio .eu. Di seguito i requisiti:

  1. se la sede legale, l’amministrazione centrale o la sede principale dell’attività si trova all’interno dell’UE / SEE (Spazio Economico Europeo);
  2. se il richiedente risiede all’interno dell’UE / SEE;
  3. se il richiedente è una persona fisica residente nell’UE / SEE.

I nomi di dominio ritirati, ripetiamo, non saranno disponibili per nessun’altra organizzazione o persona fisica per ulteriori 12 mesi. Il 1 ° gennaio 2022 tutti i nomi a dominio ritirati saranno revocati e resi disponibili per la registrazione da altri soggetti.

Cosa accadrà ora:

  • A partire dal 1 ° gennaio 2021, EURid NON consentirà la registrazione di alcun nuovo nome di dominio da parte dei registranti del Regno Unito;
  • Il 1° aprile 2021, EURid notificherà ancora una volta via e-mail a tutti i registranti del Regno Unito che il loro dominio non è più conforme al quadro normativo .eu e che se non lo si vuole spostare da SOSPESO a definitivamente RITIRATO, ci saranno modifiche da apportare;
  • Il 1° gennaio 2022, a partire dalle 00:00:00 CET, tutti i nomi a dominio in stato di “RITIRATO” saranno REVOCATI e successivamente diventeranno DISPONIBILI per la registrazione generale da parte dei richiedenti idonei.

Un risvolto interessante inoltre e a tratti commediante si è già verificato: il gruppo a sostegno del Leave, fondato dall’uomo d’affari Arron Banks e sostenuto da Nigel Farage, per mantenere il dominio eu. ha spostato la sua registrazione in Irlanda. Ovviamente la mossa politica ha suscitato ondate di critiche sui social media.
I domini .eu sono l’espressione in formato digitale di una identità e più precisamente di una identità europea. Con la Brexit il Regno Unito ha scelto di perdere i requisiti per sentirsi inserito in questo concetto, puntando ad avere totale sovranità senza interferenza alcuna, e si è assunto il rischio di affrontare ogni immaginabile o non immaginabile conseguenza sotto il profilo sociale, commerciale e giuridico di questo distacco.

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