
Italiani più convinti del canale digitale
Citiamo altre cifre che devono far riflettere. Nel Belpaese oggi si registrano 10 milioni di acquirenti, l’11% in più nel solo anno 2011 che vale un aumento di spesa del 15.4% nei dodici mesi di riferimento, e del 19.4% se restringiamo il campo all’ultimo trimestre. Un trend confortante, che tuttavia andrebbe supportato da evoluzioni nei sistemi di pagamento. “Più si amplia il portafoglio di soluzioni, più ci saranno compratori”, ha dichiarato Liscia, strizzando l’occhio all’home banking. Anche perchè, ha ripreso Liscia, “l’89% degli acquirenti ha assegnato al canale online un voto superiore al 7”. Cresce dunque la fiducia intorno all’e-commerce, e gli italiani sembrano meno diffidenti di fronte alla pratica dei pagamenti via computer.
Tare da superare, la ricetta di Netcomm
Tuttavia non sono tutte rose e fiori. Il convegno ha portato l’attenzione anche su qualche spina. “La penetrazione di Internet in Italia è la più bassa in Europa. Solo il 15% degli italiani fa spesa su Internet” ha ammonito il numero 1 di Netcomm. Ma non è tutto, perchè anche PMI (Piccole e medie imprese) sono in forte ritardo, vendono on-line solo per una quota del 4%, contro il 15% della media europea, e un obiettivo della Digital Agenda for Europe pari al 33%. Male anche l’interazione telematica tra cittadini e Pubblica Amministrazione: solo 8 italiani su 100 dichiarano attività di quest’ordine. Il quadro è poco confortante, l’Italia è attanagliata da un ritardo tecnologico e culturale. Ma il Forum ha lanciato una ricetta per la crescita, puntando sulla convergenza tra 5 fattori: sviluppo dell’offerta, incentivi su domanda/export, semplificazione delle regole, sviluppo dei sistemi di pagamento e del comparto logistica, implementazione di strumenti fiduciari per il compratore , come codici e certificazioni.





