
Strumenti di analisi per individuare il problema
Una statistica che dovrebbe far riflettere sul tasso di conversione delle nostre pagine. Per verificare questo fenomeno Google Analytics ci mette a disposizione la funzione Bounce Rate. Più i valori registrati sono alti, più i siti sono lenti, e più sono le persone che abbandonano la pagina senza guardarne il contenuto. Per risalire alle origini dei problemi si possono utilizzare strumenti ancor più specifici, come YSlow o il plugin Google Page Speed, che permette di ricavare l’effettivo tempo di caricamento delle singole pagine online. Dai report si può risalire alla velocità di download e il tempo impiegato per ogni singolo elemento sulla pagina: Javascript, CSS, immagini. Le rilevazioni possono avvenire anche tramite Google Webmaster Tools, che in aggiunta permette di vedere il posizionamento rispetto alla concorrenza.
Per i pagamenti meglio Google Checkout
Un altro dato fondamentale per le fortune dei negozi online è la necessità di garantire servizi di pagamento veloci. Il sistema più veloce non è PayPal, ma Google Checkout. Come insegna il caso di Shopzilla, guadagnare qualche secondo nel tempo medio di apertura delle pagine equivale ad incrementare del 20-30% il proprio volume di affari. Per raggiungere questi obiettivi, si può lavorare su differenti componenti:
- Cache e plugin: nel caso di utilizzo di un CMS, suggeriamo un sistema di caching intelligente, svincolato dal non dover rielaborare ogni volta le richieste del webserver.
- Un webserver veloce, Nginx meglio di Apache.
- Compressione GZIP, e compressione di CSS/JS.
- Una Content Delivery Network, che permette di spalmare i file su più server intorno al mondo.





