
Agevolazioni per le utenze commerciali e produttive
Incentivi per le giovani aziende innovative, investimenti sull’alfabetizzazione elettronica, i sistemi di e-payment, le categorie svantaggiate (anziani, diversamente abili, cittadini stranieri) e servizi pubblici sempre più smart. Questi alcuni tra i punti cardine del provvedimento, ma Confindustria Digitale batte il ferro sulla riduzione dell’IVA per le vendite ai consumatori finali. Considerando che servizi turistici e assicurazioni (una quota pari al 60% dell’e-commerce nazionale) usufruiscono già di aliquote agevolate, si potrebbe adottare un’aliquota temporanea al 10% per tutti i prodotti acquistati online. Certo, per l’Erario si stimano mancati gettiti compresi tra i 270 e 330 milioni di euro, ma come contraltare l’effetto volano prodotto dall’agevolazione potrebbe far crescere il mercato del 43%, arricchendo di 400 milioni le finanze dello Stato.
Adeguarsi agli standard dei paesi occidentali
L’esempio da seguire in tal direzione viene offerto da altri paesi dell’Unione, come la Francia, che ad esempio ha promosso la riduzione dell’aliquota sugli e-book. Confindustria chiede alle istituzioni che si provveda anche alla detassazione di un terzo dei ricavi generati tramite l’e-commerce dalle piccole imprese verso clienti internazionali. In questo caso si pongono però delle condizioni particolari: alle transazioni si deve ricorrere con strumenti di pagamento elettronici (tracciabili), e ciascuna non deve superare un importo di 2mila euro.





