Come sfruttare al meglio le campagne pay per click

Le campagne pay per click fanno parte della gamma di strategie più utilizzate nel web marketing: esse presuppongono che gli inserzionisti paghino unicamente nel momento in cui un utente visita la pagina connessa all’annuncio pubblicitario cliccando su di esso.

Lo scopo di tali campagne non è tanto quello di incrementare il numero di impression o di generare traffico in più, ma semplicemente quello di massimizzare il ROI, cioè il ritorno sull’investimento. Occorre chiedersi, quindi, quali siano i passi da seguire per sfruttare le campagne pay per click nel migliore dei modi.

Un primo step fondamentale è quello che richiede di conoscere il cliente in maniera approfondita: in questo modo, si è in grado di ricorrere alle parole chiave che effettivamente riescono a convertire. Si potrebbe, per esempio, realizzare un elenco generale di keyword per poi individuare quelle che saranno impiegate realmente negli annunci. Non va dimenticato, ovviamente, che nel caso delle campagne pay per click grande attenzione deve essere riservata alle landing page, che sono le pagine di “atterraggio”: in pratica, le pagine in cui si arriva dopo avere cliccato sugli annunci. Per questo è sgradevole che un utente, dopo il clic, sia rimandato semplicemente all’homepage del sito o ad altre pagine che hanno poco a che fare con il contenuto dell’annuncio: c’è bisogno, invece, di pagine mirate.

A questo proposito, non è da escludere il ricorso agli A/B test. L’A/B testing non è altro che un modo di mettere alla prova differenti modi per attirare la curiosità degli utenti: per farlo, si è soliti predisporre due landing page diverse (o anche di più) per verificare quale delle due converta in maniera più efficace. Lo stesso procedimento si può adottare per gli annunci, realizzandone due o più.

Anche le estensioni di Google AdWords dovrebbero essere prese attentamente in considerazione: tra queste, è importante in particolar modo l’estensione di chiamata, grazie alla quale nell’annuncio si ha l’opportunità di inserire un numero di telefono così da tracciare e monitorare le conversioni in arrivo dalle telefonate. Un’idea di cui non si può fare a meno, specialmente in considerazione del vasto impiego di smartphone e tablet, con i quali basta un clic sul numero di telefono per chiamare, all’insegna della massima rapidità.

Per sfruttare le campagne pay per click nel migliore dei modi, poi, un altro suggerimento è quello di non focalizzarsi unicamente su Google: per quanto quello di Mountain View sia senza dubbio il motore di ricerca più usato e, quindi, più efficace, anche Bing mette a disposizione degli utenti una piattaforma di advertising molto utile. Anche grazie ad esso, quindi, si può tentare di aumentare le conversioni degli utenti.

Infine, nel pacchetto di opzioni da valutare c’è anche il ricorso al retargeting, che prevede di seguire gli internauti che hanno fatto clic su un annuncio a pagamento. Un utente che non ha generato una conversione una volta, infatti, potrebbe farlo la volta successiva nel caso in cui sia spinto a visualizzare ancora un annuncio.

Insomma, le campagne pay per click offrono, a chi le sfrutta, numerose possibilità, che vale la pena di cogliere per migliorare visibilità e conversioni: non è detto che siano tutte adatte al caso specifico, ma è bene provarle per accertarsi della loro efficacia. Bisogna dire addio alla pigrizia e sforzarsi, perché è anche compiendo errori che si impara a non commetterne di nuovi. Se non si rischia, non si evolve: anche a costo di dover fare i conti con qualche inconveniente.

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