Redirect di dominio, alias di dominio e redirect 301

Redirect di dominio, alias di dominio e redirect 301

Redirect di dominio

Il redirect di dominio è strumento utilissimo per tutte le aziende che si occupano di web oppure per chi gestisce in autonomia un sito internet. Perché? Il redirect permette di reindirizzare gli utenti che hanno digitato nella barra del browser un indirizzo verso un indirizzo differente e questo può fare davvero comodo!

Uno dei casi in cui il redirect è più utilizzato è la protezione del brand. Le medie e grandi aziende infatti sono solite registrare il proprio dominio (“azienda.it”) su molti gTLD differenti come ad esempio .com, .net, .eu, .org, eccetera. In questo modo non si corre il rischio che qualcun’altro registri il dominio su altri gTLD.

Una volta registrati più domini però non risulta conveniente sviluppare siti differenti. Innanzitutto la creazione ma successivamente anche la gestione del portale comporterebbe costi decisamente elevati. Grazie al redirect invece il sito sviluppato (e di conseguenza l’hosting da acquistare) è uno solo.

Il redirect conferisce un respiro internazionale (e quindi maggiore importanza) all’azienda che comunque non necessita di una sede vera e propria nel paese specifico ed è in grado di minimizzare le risorse spese.

Redirect 301

Il redirect di dominio reindirizza verso la home page di un sito. Se si ha la necessità di redirigere pagina per pagina da un dominio ad un altro, ad esempio se si sviluppa un nuovo sito su un nuovo dominio e si vuole portare un utente che visita l’url di una pagina del vecchio sito a quella corrispondente del nuovo sito, la soluzione migliore è la configurazione di redirect 301 lato server. In questo modo inoltre non viene persa l’indicizzazione sui motori di ricerca ottenuta fino a quel momento con il vecchio portale.

Alias di dominio

Esiste poi una versione particolare del redirect ovvero l’alias di dominio. In caso di redirect “classico” una volta digitato il dominio (azienda.com) e premuto invio si viene reindirizzati verso il portale principale (azienda.it) ed anche l’URL nella barra degli indirizzi cambia.

In caso di alias invece l’URL visualizzato è quello digitato dall’utente anche se si stanno visualizzando pagine del main site. Questo fa sentire a proprio agio gli utenti dei diversi paesi che, proprio grazie al mantenimento dell’URL (.us per gli statunitensi, .co.uk per i britannici, .es per gli spagnoli, eccetera), considerano l’azienda più strutturata e quindi in grado di rispondere in maniera migliore alle richieste di utenti “locali”.

L’alias presenta però un’importante criticità. I motori di ricerca infatti potrebbero considerare i contenuti visibli da URL differenti come contenuti duplicati e quindi non indicizzarli. Questo sarebbe un enorme danno per la visibilità dell’azienda in rete.

Per questo motivo gli esperti SEO consigliano l’utilizzo del tag rel=”canonical” per le pagine che possono essere caricate da differenti URL (permettendo di tracciare le visite da differenti URL). In questo modo ci si mette al sicuro rispetto ad eventuali problematiche di genere SEO.

Avete mai utilizzato redirect o alias? Per quali scopi?