SEO Off Page, come farla a regola d’arte secondo le ultime linee guida

Chi si occupa di SEO, sa bene che questo mondo è diviso in due “emisferi”: SEO on page e SEO off page. Entrambi sono importanti ma chiamano in causa diversi fattori, competenze e strumenti. 

Trascurare l’una a discapito dell’altra, non è affatto consigliabile se si vuole lavorare sul posizionamento nei motori di ricerca, visto che Google tra i suoi fattori di ranking inserisce anche elementi afferenti alla Seo off page.

In questo articolo, vediamo dunque cosa significa fare SEO off page e come farla bene. 

Ricapitoliamo: cosa significa fare SEO off-page? 

Un piccolo ripasso non fa mai male. La SEO off page è una parte fondamentale della strategia e delle tattiche SEO di ottimizzazione per i motori di ricerca che mira a costruire la reputazione del sito, l’affidabilità e l’autorevolezza. Elementi che Google, in qualità di motore di ricerca, registra come segnali positivi, capaci di influenzare il posizionamento nella SERP di competenza.

La SEO off page si concentra su azioni al di fuori del sito web, tra le quali:

  • attività di Content Marketing e Digital PR (come per esempio il guest posting) 
  • creazione di backlink da altri siti web 
  • recensioni, citazioni, menzioni, testimonianze
  • costruzione della scheda Google Business Profile
  • divulgazione sui vari social media.

Come puoi capire, si tratta sempre di visibilità online, un processo importante per stabilire una presenza digitale in un processo di digital transformation. Raggiunta e ottenuta per vie diverse rispetto alla SEO on page, ma restiamo nell’ambito della visibilità sui motori di ricerca e nella mente dei nostri potenziali lettori, visitatori e clienti

Sì, perché per esempio la creazione dei backlink è un segnale che registra Google quando vede che siamo citati da altri siti (auspicabilmente, autorevoli!); la divulgazione sui social media contribuisce alla creazione dell’immagine di brand, che diventa un indice di gradimento che Google valuta. Anche se retweet, likes e pins, segnali provenienti dai canali social, non hanno impatto diretto sul ranking.

Tutti questi segnali finiscono sotto la definizione di Social Signals.

Cosa si intende per Digital PR?

Digital PR è una strategia di marketing online utilizzata per aumentare la consapevolezza del brand e la visibilità online. Coinvolge l’uso di vari strumenti: relazioni pubbliche online, content marketing, social media e SEO per migliorare la presenza online di un’azienda.

Le attività di Digital PR possono includere la creazione e la distribuzione di comunicati stampa online, la costruzione di relazioni con blogger e influencer, la partecipazione a discussioni online e sui social media, la gestione della reputazione online.

La Digital PR si lega strettamente alla SEO off-page, in quanto molte delle attività coinvolte aiutano a costruire backlink di alta qualità e a migliorare l’autorità di un sito web. Ad esempio, ottenere un link da un articolo di un influencer o da un comunicato stampa può non solo indirizzare il traffico diretto al tuo sito, ma anche segnalare ai motori di ricerca che il sito è una fonte affidabile e pertinente.

E-E-A-T: Ecco perché è importante farla bene, la SEO off-page

Prima di rivelarti che molte “vecchie” leggende sono state un pochino esasperate dall’industria della Link Building (che, per carità, resta importante, come potrebbe non esserlo!, ma non al punto da diventare la causa del fallimento di visibilità) concentriamoci sull’essenza della SEO off page: E-E-A-T.

E-E-A-T è un algoritmo di Google, un acronimo che sta per Experience (Esperienza), Expertise (Competenza), Authoritativeness (Autorevolezza) e Trustworthiness (Affidabilità). 

Questi 4 fattori sono fondamentali per Google quando valuta la qualità di un sito web e dei suoi contenuti, non solo in page, per deciderne il posizionamento nei risultati di ricerca condizionato anche dai social signal come indice di gradimento.

  1. Experience (Esperienza): si riferisce alle conoscenze ed esperienze dirette e specialistiche di chi sviluppa un contenuto.
  2. Expertise (Competenza) si riferisce alla conoscenza o abilità in un particolare campo. Un sito web deve dimostrare competenza nell’argomento su cui si concentra.
  3. Authoritativeness (Autorevolezza): si riferisce alla credibilità guadagnati nel proprio settore. Un sito autorevole è riconosciuto come leader nel suo campo.
  4. Trustworthiness (Affidabilità): si riferisce alla sicurezza e all’affidabilità delle informazioni trasmesse attraverso i contenuti.

In merito a questi 4 punti, è importante notare che le linee guida di Google sono state aggiornate per far posto a un paragrafo tutto dedicato all’importanza di scrivere contenuti realmente utili e informativi, affidabili e degni di fiducia. E che questi 4 fattori sono alla base del recente aggiornamento – Helpful Content Update– che Google ha apportato al suo algoritmo che scandagliano contenuti premiando quelli utili, scritti dalle persone per le persone.   

La SEO off-page serve proprio a costruire il terreno dove coltivare l’E-E-A-T di un sito web. Attraverso strategie come la creazione di backlink di alta qualità, il guest blogging su siti autorevoli e la gestione attiva dei social media, è possibile aumentare la competenza, l’autorevolezza e l’affidabilità del sito migliorandone dunque il posizionamento, traffico e visibilità.

Lo sconforto di chi fa seo off page: la link building

Premesso ciò, in genere chi vede davanti a sé il mare aperto della SEO off-page, può intravederne qualche difficoltà al pensiero delle tante e diverse tattiche da sviluppare. Ma più che altro a quello che comportano, di fatto.

Con la SEO on page, infatti, le difficoltà sono relative alle conoscenze più o meno tecniche che possono sconfinare anche in interventi sulle performance della pagina (velocità di caricamento dovuta alla presenza di immagini, video e altre risorse che sono contenuto), ma che perlopiù fanno capo alle proprie abilità e agli strumenti che usiamo per la ricerca delle keyword e per il loro uso all’interno dei testi e nei metatag. 

La SEO on page verte intorno ai collegamenti interni, all’ottimizzazione delle immagini, all’uso delle parole chiave e all’ottimizzazione di titoli e meta-dati.

Mentre la SEO off page dipende da interventi esterni, richiede l’intervento della relazione, la capacità di tessere buoni rapporti con il “vicinato” o con chi può rappresentare un’opportunità di visibilità. 

Tutti coloro che bazzicano il mondo seo, sanno quanto sia complicata la seo off page. 

Chiedere un link di ritorno senza pagarlo, è praticamente impossibile se si parte da 0. Per i siti autorevoli, ovviamente il discorso cambia, ma quelli hanno contenuti preziosi, hero content come si suol dire, risorse sempreverde che si sono attestate come la bibbia di un argomento in quel determinato settore. 

La via crucis della SEO off page è rappresentata grossomodo dai backlink, ovvero dai link in entrata che puntano al tuo sito da altre pagine web. I link in entrata rappresentano una specie di riconoscimento del proprio contenuto e sono un aspetto fondamentale della SEO off-page. Ma non da manipolare.

La qualità e la quantità dei backlink possono influenzare il posizionamento nei risultati di ricerca. Google considera i backlink come un indicatore di autorevolezza e fiducia di un sito (un editorial endorsement). 

Tuttavia, non tutti i backlink sono creati uguali. Quelli provenienti da siti web di bassa qualità o non pertinenti possono danneggiare il posizionamento. Inoltre, l’uso di tecniche spam o disoneste per ottenere backlink (conosciute come “black hat SEO”) può portare a penalità da parte di Google.

Sfatiamo questo mito della link building. La creazione di link è una parte importante della SEO off-page, certo, Google ha sguinzagliato i suoi algortimi anche per valutare i backlink, ma gli algoritmi sono oltre il centinaio, dunque non ruota tutto intorno a questa strategia!

Ricordiamo che la SEO off-page consiste nel migliorare la percezione del sito in termini di qualità, autorità, popolarità, ecc. Obiettivi che si possono ottenere anche con altri strumenti. Anche più soddisfacenti  e meno “faticosi”. 

Come fare SEO off-page (5 consigli preziosi)

1. La Link Building

Le ricerche dimostrano che le pagine con molti backlink si posizionano meglio di quelle senza. In media, il primo posto nei risultati di Google è occupato da siti con un numero di backlink quasi quattro volte superiore a quello delle pagine sottostanti. Dunque, come fare per accaparrarsi qualche buon link di qualità?

Ti devi fare il mazzo! Non puoi lesinare sui contenuti né restare in superficie o scopiazzare da altri. Devi tirare fuori argomenti e fatti inediti per guadagnare link autorevoli in modo organico. Mi viene da dire, molto schiettamente, che se hai le risorse è bene, altrimenti la logica degenera nelle azioni che fanno tutti. In alternativa, sfrutta gli altri strumenti, come dicevamo prima.

Le risorse sono in primis il tempo e la voglia di spulciare dati, numeri, informazioni originali. Oppure, se hai il tempo per creare un contenuto presentandolo in una forma talmente accattivante da riuscire ad attirare l’attenzione di un possibile partner della tua stessa nicchia. 

Ecco, la nicchia. Prendi per buona questa “dritta”: ci sono siti molto autorevoli nel tuo settore che potrebbero voler puntare al tuo contenuto perché in giro non ce ne sono altri che trattano quel particolare argomento. E allora, il segreto di Pulcinella è questo: analizza i tuoi competitor e vedi quali argomenti non hanno mai ancora toccato, e trattali tu! 

Poi, ovviamente, non puoi esimerti dal contattare siti terzi per proporre il tuo contenuto. Non devi strafare, entra nella logica molto più premiante della qualità. 

Altri modi per attirare l’attenzione:

  • fai leva sul contenuto emozionale, ove possibile, per attirare l’attenzione del potenziale linker coinvolto dallo stesso problema, argomento sensibile, soluzione, prospettive future, ecc.
  • sfrutta le eventuali relazioni di lavoro all’interno del tuo business (ad esempio siti di fornitori, partner, ecc.).
  • intervista “personaggi di spicco” del tuo settore che hanno qualcosa di utile e arricchente da dire (possono essere anche esperienze personali purché autentiche). 

2. Il Content Marketing

Il marketing dei contenuti è un altro aspetto chiave della SEO off page. Come premesso parlando della link building, la qualità e l’unicità dei contenuti, il loro potere di interessare e coinvolgere è fondamentale per riuscire a ottenere in modo naturale backlink di qualità. Tuttavia, oltre ai contenuti classici della SEO on-page, come i post del blog, si possono sfruttare altre forme di content marketing.

Tra queste, il guest blogging ovvero scrivere ottimi post da proporre a blog affini, o che possono avere interesse ad avere quel contenuto che punta al tuo sito. Anche in questo caso, valgono le cose scritte nel paragrafo precedente. Si tratta di individuare bene il topic che va a colmare il vuoto lasciato nel calendario editoriale di altro blog del settore? che può avere varie forme: 

  • Infografiche
  • Case studies 
  • eBook

Se si riesce a creare un contenuto informativo e di alta qualità, corredati di dati e statistiche, basati sulla ricerca, le persone saranno invogliate a linkarlo e a condividerlo. 

Ecco alcuni tipi di contenuti che si possono produrre:

  • guest post
  • podcast 
  • presentazioni su piattaforme come SlideShare
  • file PDF
  • post sui social media 
  • commenti su post di altri
  • content curation (analizzare e condividere contenuti interessanti che girano in rete su alcuni topic: video, post, podcast, foto, tweet ecc.)
  • ricerche e dati statistici
  • notizie di settore 
  • infografiche
  • interviste

2.1 Sfruttare il format delle news per i contenuti commerciali

Un format interessante, che si può usare per attirare l’attenzione dei lettori, è quello delle news. Un contenuto commerciale può diventare notizia per arrivare in modo diverso e più efficace, stimolando l’interesse per un contenuto che deve comunque essere utile e informativo.

In questo caso, bisogna trovare il modus operandi per trasformare i contenuti in notizie; selezionare le notizie online da utilizzare nella propria comunicazione e agganciarle al proprio business.

2.2 Il Guest Post

Il guest post segnala ai motori di ricerca la propria esperienza del settore. Per trovare opportunità di guest blogging, i siti con post scritti da un autore esterno, si può fare una ricerca su Google con alcuni utilissimi operatori di ricerca:

“parola chiave” + “guest post”

“parola chiave” + “questo è un contenuto contributo”.

“parola chiave ” + “rubrica per gli ospiti”.

E poi, puoi applicare le “regole” descritte nei paragrafi precedenti in merito a topic, motivazione e stile. 

2.3 Podcast

I podcast stanno diventando sempre più popolari nel tempo. Inserirli nella propria strategia di Content Marketing potrebbe premiare grazie al fatto che la maggior parte delle aziende non li utilizza ancora. Un altro vantaggio è anche quello di poter attirare backlink proprio grazie alla possibilità di apparire come fonte unica di un argomento trattato in questa forma.

3. Creare un account Google Business Profile 

Google Business Profile è un account di profilo aziendale gratuito che si può creare con Google. Potrebbe sembrare molto semplice creare questa scheda, ma non è da prendere sottogamba. Ci sono accorgimenti e “regole” da osservare per ottimizzarla al meglio. 

Una scheda ben ottimizzata su Google può portare significativi benefici in termini di maggiore visibilità nelle ricerche organiche locali e all’incremento dei clienti che chiedono informazioni e preventivi. 

Questi profili appaiono nei risultati di ricerca di Google per le query locali, come ad esempio “fabbrica materassi a Milano”. 

Tra le ultime novità in questo ambito riguarda l’iniziativa di Google nel voler dare sostegno a chi si appresta a creare questa scheda. Infatti, il colosso di Mountain View ha introdotto un nuovo modulo specifico per risolvere diversi tipi di problemi, al quale si accede dal link di contatto del Team di Assistenza: https://support.google.com/business/gethelp.

Ecco le accortezze da osservare:

  • compila tutte le informazioni richieste, inclusi nome dell’azienda, indirizzo, numero di telefono, orari di apertura e categoria dell’azienda
  • utilizza parole chiave pertinenti nel titolo e nella descrizione dell’attività, ma senza eccedere. Nel titolo deve comparire il nome dell’azienda 
  • aggiungi foto di qualità degli ambienti aziendali, dei prodotti, del team 
  • includi un link al tuo sito web
  • rispondi alle recensioni lasciate dai clienti e incoraggiali a condividerle 
  • pubblica regolarmente aggiornamenti per mantenere il profilo fresco e interessante con notizie, eventi, offerte speciali ecc.
  • utilizza le funzionalità aggiuntive come la possibilità di aggiungere un tour virtuale o di accettare prenotazioni direttamente dal profilo.

A proposito delle recensioni e delle testimonianze, è anche possibile stimolare la condivisione delle stesse in formato video e/o fotografico (questo approccio si presta bene per i social media).

5. Costruisci la tua presenza sui Social Media 

Non devono diventare l’ombelico del mondo, perché non sono piattaforme di proprietà come invece lo è il blog. Tuttavia, anche i Social come Facebook, Instagram, LinkedIn, Twitter, YouTube, TikTok ecc., hanno la loro importanza per la divulgazione dei contenuti e come punto di riferimento per i clienti o potenziali che possono rivolgersi direttamente ai responsabili o all’assistenza.

Inoltre, i contenuti pubblicati sui Social indirizzano il traffico verso il sito web, oltre a far conoscere il marchio e a costruire la sua affidabilità e autorevolezza nel settore. 

Un consiglio che mi sento di dare: il linguaggio che usiamo su questi media tende a usare un registro troppo spesso artefatto, che sia troppo formale o troppo colloquiale degenerando nel ridicolo. Ebbene, nell’uno caso o nell’altro non premia l’artificiosità, si percepisce e allontana le persone. 

Ideale sarebbe mantenere uno stile che rappresenta l’azienda, traslato nel parlato comune ma non gergale, solo semplice e comprensibile. Il genere di contenuti dovrebbero includere post utili, informativi, post che raccontano storie di persone che hanno avuto esperienze con l’azienda, notizie che riguardano l’ambito.

Ecco alcuni consigli che possono tornare utili:

  • crea contenuti coinvolgenti: il contenuto che condividi sui social media dovrebbe essere non solo informativo, ma anche coinvolgente, stimolare l’interazione con domande, sondaggi o concorsi con premi (sconti, promozioni, coupon)
  • usa hashtag pertinenti: gli hashtag possono aiutare a raggiungere un pubblico più ampio e a migliorare la visibilità dei post. Anche se è bene evitarne l’eccesso per non cadere nel rischio dello spam
  • interagisci con i follower: rispondi ai commenti, partecipa alle discussioni e mostra interesse puntando a costruire relazioni
  • promuovi i contenuti: blog post o video sui canali social per indirizzare il traffico al sito web e migliorare la SEO
  • mantieni un calendario di contenuti: pubblica regolarmente
  • monitora con gli strumenti di analisi dei social media per sorvegliare le prestazioni dei post e individuare i tipi di contenuto che ottengono più successo.

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