Contro la legge che impone ai blog il diritto di replica entro 48 ore
Come anticipato nel tutorial dedicato all’analisi del processo di installazione di Magento, proseguiamo la nostra discussione affrontando ora il problema dell’impostazione del pacchetto della lingua italiana per personalizzare i testi del nostro e-commerce che, appena installato, risulterà completamente in lingua inglese.
Abbiamo visto in tutti i nostri post precedenti che aprire un ecommerce non è un’attività semplice. Di conseguenza, ovviamente, anche l’investimento che sta dietro l’apertura di un negozio online non è certo trascurabile. Vediamo in questo post come far fruttare al meglio tutti i nostri sforzi economici ed organizzativi per incrementare al massimo le vendite: parliamo di web marketing.

WebSphere di IBM è un application server (server d’applicazione) progettato per funzionare da “spina dorsale” (middleware) per i processi produttivi e gestionali delle aziende che operano tramite rete telematica (internet, intranet, extranet).
Ci sono principalmente due diverse scuole di pensiero sul workflow di progettazione di una proposta grafica: il primo, il più “antico e arcano” è quello di creare una proposta grafica come immagine, un mockup grafico, la seconda è quella di creare un mockup HTML studiando la grafica direttamente sulla struttura HTML.
Proseguiamo la nostra analisi di tutte le fasi per l’apertura di un negozio di ecommerce. Abbiamo già visto come su che base scegliere il piano di hosting e abbiamo già sviluppato alcune idee su come impostare la grafica del negozio, oggi analizzeremo alcune questioni fondamentali per la scelta della piattaforma software di sviluppo del negozio.
Dopo una serie di tutorial nei quali abbiamo scoperto alcune delle funzionalità messe a disposizione da Magento, facciamo momentaneamente un passo indietro andando ad analizzare il processo di installazione, sperando di aiutare chi è ancora alle prime armi e vuole affacciarsi al mondo dello sviluppo di negozi online. (A questi, consiglio inoltre la lettura di questa serie di post).



Da pochi giorni è disponibile la versione 3.0 di Wordpress, la nota piattaforma di publishing nata per i blog ma da tempo ‘promossa’ sul campo e utilizzata da molte realtà editoriali e non solo. In proposito vi rimando al post di Paolo.
Proprio la piattaforma per blogger è in questi giorni “sul banco degli imputati” per il problemi dovuti all’eccesso di traffico riscontrati dal nuovo sito de “Il Fatto”.





