Sicurezza in crescita per i siti e-commerce

Sicurezza nei trasferimenti di denaro e nello scambio di dati che avvengono tra commerciante ed acquirente. Sono queste le “tare” che frenano lo sviluppo del commercio elettronico. Le metodologie di pagamento utilizzate sono il bonifico bancario, il contrassegno o la carta di credito ed è proprio quest’ultimo il sistema potenzialmente più fragile. Lo scambio di codici necessario per la riscossione dell’importo può facilmente essere oggetto di manomissioni e frodi.

Social commerce, gli acquisti diventano “condivisi”

Parliamo in questo approfondimento di e-commerce, inteso come arma di potenziale successo per le aziende, piccole e grandi che siano. Il canale di vendita elettronico si presenta infatti come una grande possibilità per incrementare i fatturati provvedendo a mettere in vendita beni e servizi on-line. Grazie ai pagamenti on-line il compratore può acquistare, stando comodamente a casa, ciò che desidera che gli verrà recapitato direttamente a domicilio. Come le regole non scritte del commercio insegnano, valgono i principi del passaparola e dei consigli d’acquisto degli altri utenti telematici.

Acquisti on-line, le ragioni della crescita

Risparmio per il portafoglio, comodità, possibilità di reperire merci non sempre proposte dal mercato nazionale. Sono questi i paradigmi che inducono un numero crescente di consumatori italiani ad acquistare on-line. Da postazione fissa o utilizzando i supporti che consentono di concludere delle operazioni anche in mobilità. La conferma arriva da una ricerca di mercato, realizzata dall’istituto Gfk Eurisko, sulla base di un campione ampio e variegato di cittadini. Tra gli intervistati, il 30% ha concluso negli ultimi 3 mesi delle operazioni sul Web.

Salvagente “digitale” per il PIL italiano

Una fetta del Prodotto Interno Lordo pari al 4 per cento. Entro il 2015 potrebbe arrivare a tal risultato la web economy in Italia, così almeno sostengono i risultati dell’indagine condotta dal Digital Advisory Group. Conosciuto con l’acronimo di DAG, il gruppo promosso da American Chamber of Commerce in Italy si compone di una trentina tra aziende, enti pubblici, organizzazioni e università. Tutte orientate a sviluppare il potenziale dell’economia digitale.

Internet-New Era, l’Italia viaggia a gonfie vele

Smartphone, tablet, connected Tv, social network e Apps: sono queste le nuove frontiere che la rete Internet offre per il sistema Italia. Questo il quadro dei mercati digitali consumer, evidenziati da un’indagine dell’Osservatorio SMAU – School of management del Politecnico di Milano.  I dati dell’anno 2011 parlano da soli, con una crescita di ben 11 punti percentuali rispetto al 2010, per un giro di affari pari a 14 miliardi di euro.

Raddoppiano in Europa gli acquisti on-line

Quella dello shopping on-line è una realtà sempre più viva, e vitale per il mercato. Le statistiche elaborate dall’Unione Europea dicono che negli ultimi cinque anni sono raddoppiati gli acquisti di prodotti e servizi via Internet. Una realtà consolidata soprattutto nelle nazioni settentrionali e occidentali del continente, quelle ovvero a maggior tasso di sviluppo e benessere. L’incremento degli acquisti cibernetici è dovuto anche agli accresciuti livelli di penetrazione della rete: secondo gli ultimi dati Eurostat, l’accesso al web dei nuclei familiari ha raggiunto nel 2010 il 70%.

Siti web senza Partita Iva, non si scherza più

Secondo quanto prevede la legge italiana, la Partita Iva, quella stringa di undici cifre che codifica la titolarità di una libera professione, dal 2001 deve essere riportata su ogni sito web. Tuttavia un rapido focus sui motori di ricerca rivela come siano numerose le realtà aziendali che ancora non rispettano questo obbligo. Normative alla mano, il comma 1 dell’art. 35 del DPR 633/72 precisa tra l’altro che la Partita Iva deve essere indicata “nella home-page dell’eventuale sito web e in ogni altro documento ove richiesto”. La soluzione? Un giro di vite al ritmo di controlli rigorosi e sanzioni pesanti.

Aggiornare l’IVA al 21% in Magento

Logo-magentoIn seguito all’approvazione della manovra finanziaria, avvenuta la settimana scorsa, che modifica l’aliquota IVA del 20% portandola al 21%, ripubblichiamo la “versione aggiornata” del  nostro articolo su come gestire le aliquote IVA in Magento.

E-commerce, Banca D’Italia sceglie la linea dura

Operazioni più sicure ed efficienti, maggior tutela degli utilizzatori. Sono questi gli obiettivi che si pongono le nuove norme introdotte dalla Banca d’Italia riguardo ai servizi di pagamento. Nel pacchetto che entrerà in vigore a partire dal prossimo 1 Ottobre, particolare attenzione è stata riservata alle transazioni elettroniche. A riguardo l’istituto di diritto pubblico impone investimenti che garantiscano piattaforme tecniche in cui i clienti possano effettuare i pagamenti senza possibilità di rischio.

Vendite on-line, i vantaggi dei social network

Sono i social network l’ultima frontiera della vendita di prodotti commerciali sul web. Non si tratta di un esperimento, ma in certi casi è già realtà, come dimostrano i risultati positivi conseguiti da importanti brand come Diesel, Levi’s, Disney e Pizza Hut. Marchi che prima di altri hanno intuito le potenzialità di Facebook, che hanno investito risorse e vagliano innovative formule di contrattazione con i clienti.

Artera Rewind: I nostri tutorial per Magento

E’ arrivato Agosto e abbiamo deciso di  prenderci un po’ di tempo per rivedere con più calma tutto ciò di cui abbiamo discusso su queste pagine negli ultimi tempi. Abbiamo riorganizzato il materiale per poterlo riproporre di modo da permetterne una più semplice lettura quando, da settembre in poi, si avrà meno tempo per darsi allo “studio” e all’approfondimento.  Questo è il primo di una serie di post “riassuntivi” che permetteranno di “ripassare” i diversi argomenti che magari erano stati inizialmente tralasciati per mancanze di tempo.
Iniziamo con tutta la serie di post dedicati a Magento, il CMS più diffuso e, secondo noi, più avanzato per la creazione di Siti di Ecommerce.