
EURid – lo ricordiamo, ente no-profit ideato dalla Commissione europea, in grado di fornire assistenza nelle 23 lingue ufficiali dell’Unione – ha inoltre pubblicato un’indagine sulle abitudini di utilizzo dei siti web, dalla quale si evince che a differenti domini di primo livello corrispondono profili differenti. Fra i siti esaminati, il 26,5% era utilizzato a fini commerciali, e in questo contesto i domini .eu, con il 31,4%, presentano un uso commerciale superiore alla media.
Sicurezza dell’utente interesse prioritario
Come non menzionare nella relazione il protocollo di sicurezza DNSSEC (Domain Name System Security Extensions), strumento utile a garantire un utile schermo protettivo per i registrar. Questo servizio autentica in automatico i nomi a dominio .eu, conservando le firme successive e i principali rollover, eliminando gran parte della complessità e delle mansioni amministrative spesso associate all’implementazione del protocollo.
Le grandi aziende scelgono la sigla europea
In conclusione, ancora dei numeri che ci permettono di comprendere la dimensione del fenomeno .eu. Il dominio “europeo” è annoverato tra i dieci maggiori domini di primo livello del mondo, in grado di collegare 500 milioni di persone in 27 paesi dell’UE a un’unica identità Internet. Ammontano a tre milioni le registrazioni avvenute dall’avvio del servizio, nel 2005. Molte aziende, tra cui Bridgestone, Century 21, Hyundai, il gruppo MAN, Microsoft Corporation e il gruppo UniCredit utilizzano un sito web .eu perché rappresenta una soluzione ottimale per mostrare un’identità continentale.





