
Via siti remoti e monitoraggio tradizionale
Un salvagente contro la perdita dei dati. La “nuvola”, come viene soprannominata, raccoglie il favore degli operatori del Belpaese: il 77% ne è pienamente convinto, l’86% di coloro che utilizzano cloud pubbliche ricorrono a dei Service Level Agreement (meccanismi contrattuali attraverso i quali si definiscono le metriche di servizio che devono essere rispettate da un fornitore di servizi). A giudizio degli analisti di CA, chi utilizza con questa funzione il cloud non deve necessariamente fare utilizzo di siti remoti, e non deve sprecare tempo per il monitoraggio dei sistemi di data recovery.
Buone intenzioni, ma anche diverse tare da superare
Nonostante il trend in forte crescita, in Italia solo il 17% delle aziende ammette di avere in dotazione sistemi di disaster ricovery adeguati. Tra le motivazioni abbiamo il mancato supporto e sostegno del top management (55%) e la preparazione inadeguata del personale IT nella pianificazione dei rischi e degli strumenti (43%). Rimane invece altissima, pari al 96%, la quota di società che nel 2010 hanno registrato episodi di perdita: le cause responsabili sono nell’ordine i sistemi informatici, attacchi esterni, ed errori umani.





