
Strumenti al servizio di un popolo dinamico
Secondo le prime ricerche effettuate dalla start-up – che lo ricordiamo, è quotata in Borsa – il 52% dei professionisti italiani è disposto ad andar via per migliorare la propria posizione lavorativa: solo il 10% non lascerebbe per nessun motivo il proprio Paese, mentre il 62% rimarrebbe in Europa e il 24% cercherebbe fortuna negli Stati Uniti. Siamo, insomma, un popolo di migranti, che non si fa problemi a prendere l’ iniziativa. In questo senso, il supporto offerto dall’interfaccia web di LinkedIn rappresenta il viatico ideale per intraprendere nuove esperienze. Se si è furbi e si è disposti a investire un po’ di tempo per completare il proprio profilo, costruire la propria rete e richiedere a qualcuno un parere sulle scorse esperienze professionali, i contatti – tramite gli head hunter o attraverso le aziende stesse – arrivano.
Spazio al confronto e all’aggiornamento quotidiano
Esistono poi le community (circa 80 mila sparse ai quattro lati del globo) e per chi volesse impegnarsi al massimo anche delle modalità di sottoscrizione a pagamento, soluzione che potrebbe aprire delle corsie privilegiate. Dal punto di vista della fruizione, Linkedin ha costruito la sua rete, ha migliorato l’interfaccia e aggiunto nuovi tool, come l’integrazione con gli altri social network e l’interessante Linkedin Today. Una sorta di rassegna stampa quotidiana, servizio di breaking-news che permette di scegliere le fonti da leggere ogni giorno e, d’altra parte, rappresenta per gli editori un’opportunità per portare traffico e contatti ai propri siti.





