Web Marketing in Cina e motori di ricerca cinesi

Le aziende contraddistinte da una dimensione internazionale potrebbero voler applicare le loro strategie di web marketing all’estero. Per esempio in Cina, che come è noto è uno dei mercati maggiormente in espansione. Occorre affrontare, però, un problema di non poco conto: quali sono i princìpi che regolano il web a Pechino e dintorni?

Secondo il rapporto biennale relativo allo stato di internet in Cina, pubblicato quest’estate dal CNNIC (China Internet Informazion Network Center) il numero di cittadini connessi in rete attualmente è di 632 milioni: tra il mese di dicembre del 2013 e il mese di giugno del 2014, in particolare, si è registrato un incremento del 2%, pari a 14 milioni di individui.

Premesso che il tasso di penetrazione del web nel Paese è ancora molto al di sotto dei dati europei (si ferma al 47%), occorre notare che gli utenti di dispositivi mobili sono 527 milioni, e sono aumentati del 5% tra lo scorso dicembre e giugno. La media di ore trascorse in una settimana online è di 26: anche in questo caso, i numeri sono in crescita rispetto al passato.

Quel che più interessa a chi si occupa di web marketing, però, è la componente dei motori di ricerca. Come noto, infatti, gli utenti cinesi non utilizzano Google ma sfruttano motori di ricerca cinesi.

I più conosciuti sono 360Search e Baidu, ma molto usati sono anche Youdao, Sogou e Soso. Va detto, comunque, che 360Search e Baidu da soli coprono l’85% del mercato complessivo. Anche da questo punto di vista, lo scenario è in costante evoluzione: basti pensare che poco meno di due anni fa il 72% del mercato era appannaggio di Baidu, mentre a 360Search “spettava” solo l’11%. Negli ultimi mesi, invece, le cose sono molto cambiate: 360Search è salita del 25%, e Baidu è scesa esattamente della stessa quota.

Utilizzando sempre i dati che propongono un confronto tra il mese di dicembre del 2013 e il mese di giugno del 2014, si evidenzia che in soli sei mesi il numero di individui che utilizzano i motori di ricerca è salito di ben 17 milioni, passando a 507 milioni. Molto significativo, poi, è il dato che riguarda il mobile: se dieci mesi fa gli utenti totali erano 365 milioni, dopo sei mesi si è arrivati a 406 milioni.

Il panorama cinese è molto mutevole e destinato a fare registrare numeri in costante crescita. Risulta evidente che per tentare un approccio di web marketing in Cina sono necessari studi e professionisti di livello.

Per il momento, basti sapere che una delle ragioni che stanno contribuendo alla straordinaria impennata di 360Search va individuata nella pubblicità a pagamento e soprattutto nel fatto che rispetto a Baidu tale motore di ricerca presenta CPC (costi per click) inferiori in una vasta varietà di settori. Su 360Search, d’altro canto, in genere anche i tassi di conversione sono inferiori. Si ritiene, tuttavia, che essi andranno a migliorare sul lungo periodo, soprattutto in considerazione del fatto che nella nicchia di riferimento c’è meno concorrenza.

I riferimenti in Cina restano, insomma, Baidu e 360Search. Il fatto che il primo ora sia il più popolare, il più conosciuto e quello privilegiato da chi gestisce l’advertising online non significa che esso manterrà tale posizione di predominio anche in futuro.

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